10.12 Patologie e disabilità

Alcune disfunzioni del pavimento pelvico possono essere causate da alcune disabilità e patologie.

Purtroppo, in questi casi, non si può risolvere completamente una disfunzione ma si possono mettere in pratica trattamenti e accorgimenti per arginare le disfunzioni.

Per quanto sarebbe molto bello poterle cancellare, nella realtà dei fatti, si può auspicabilmente solo andare a tamponare. E per questo servono dei professionisti molto capaci e comprendere nell’insieme tutti i dispositivi che si possono usare e quelli che possono facilitare la propria quotidianità.

10.11 Traumi fisici

Una cosa che chiedo sempre alle mie pazienti durante l’anamnesi è se abbiano subito traumi come:

  • incidenti, colpi di frusta,
  • gambe rotte, caviglie storte,
  • cadute importanti o cadute forti sul sedere

Questo perché i traumi possono portare a cambiare la nostra postura, anche se solo per pochi mesi.

La presenza di cicatrici in addome, sulle gambe, sui genitali, interventi alle ossa delle gambe o del bacino, possono incidere sulla salute del pavimento pelvico.

Una cicatrice porta spesso alla formazione di aderenze: queste ce le possiamo immaginare come delle radici che vanno sia in profondità e lateralmente ancorandosi a tutti i tessuti dove si “infilano”. Bloccando così i vari tessuti questi non scorreranno più tra di loro e si creeranno dei blocchi e questo inciderà sull’equilibrio generale del corpo. Anche un osso rotto può portare alla formazione di aderenze!

Le aderenze si possono formare anche in assenza di un trauma o ci una cicatrice.
Quando il corpo si muove poco i tessuti possono come “appiccicarsi” se stanno a contatto senza staccarsi.
Questo può capitare per le articolazioni, per la pelle ad esempio sulla schiena zona lombare, per gli organi interni soprattutto in caso di respirazione diaframmatica inesistente e squilibri ormonali.

Nel tempo e in base allo stato di salute generale, possono tornare a crearsi aderenze e di conseguenza sarà utile farle trattare nuovamente.

Traumi alle gambe, al bacino o ad altre parti del corpo, possono portare a modificare la postura andando a trovare movimenti e posizioni antalgiche. Queste possono incidere negativamente sulla postura definitiva anche quando passerà il dolore.

10.10 Traumi emotivi

Un trauma emotivo può incidere sulla salute del pavimento pelvico.
Per trauma non intendo solo una violenza fisica sessuale.

Ci possono essere varie cose che possono incidere, come:

  • violenze fisiche e psicologiche, sessuali e non sessuali.
    Anche una violenza psicologica da parte di un familiare può portare a chiudersi
  • tradimenti
  • un parto o una visita ginecologica vissuta male o con violenze
  • l’inserimento di un catetere o altre pratiche in età pediatrica: andrebbe sempre spiegato aə bambinə cosa sta per capitare
  • educazione affettiva e sessuale intrisa di tabù
  • la paura del dolore
  • dolore cronico che porta a paura del dolore
  • poca autostima

Un trauma emotivo può portare a difficoltà a lasciarsi andare, a fidarsi, e spesso porta anche ripercussioni sui muscoli.
Il percorso corretto potrebbe essere con unə psicoterapeuta o con unə sessuologhə per quanto riguarda la parte emotiva, mentre per il lato dei muscoli potrebbe aiutare un percorso di riabilitazione pelvica in contemporanea.

Non sono una persona che usa i dilatatori vaginali per riportare elasticità perchè con il mio metodo di esercizi si ottengono ottimi risultati senza dover inserire in vagina oggetti freddi e che possano richiamare emozioni negative, sia come ricordi sia per il possibile fallimento o aspettative disilluse.

10.9 Sesso fatto male

I pavimenti pelvici che hanno una vagina dovrebbero usarla spesso, quasi più dell’uso che si consiglia ai peni per mantenere floridi i corpi erettili.
Con questo non intendo usarla solo con un pene, perché ci potrebbero essere delle persone a cui non piacciono i peni, che magari non trovano un pene da un po ‘di tempo, che emotivamente non ne hanno voglia o per qualsiasi altro motivo non ne vogliano.


Questa vagina può essere usata con:

  • dei massaggi, anche al di là dell’eccitazione.
    Non serve la masturbazione, il massaggio o comunque una distensione porta questi muscoli a restare elastici.
    Si possono usare le mani o sextoy con forme particolari per mandare a elasticizzare o sciogliere tensioni.

Se invece ti piacciono le penetrazioni durante il piacere puoi:

  • usare dei sextoy durante la penetrazione, più simpatici sono quelli con le ondine o con “una pallina dietro l’altra”
  • usali anche se al momento non ti portano piacere, più userai più ci sarà possibilità che i tuoi muscoli si elasticizzino e tu possa iniziare a sentire qualcosa. Ovvio che se usi qualcosa di liscio sentirai poco

Vagina e pene sono stati pensati per essere usati quotidianamente.
Ora, non dico che debba essere mantenuto un uso quotidiano ma, possibilmente, non così sporadico.  
No, non ho esattamente un numero preciso e spesso dipende dalla salute di quel perineo. Ci sono alcuni perinei e vagine molto tesi che se si fermano per 1-2 settimane poi hanno fastidio e dolore a riprendere così come ci sono altre disfunzioni che se hanno rapporti più spesso accumulano tensioni e non rilassano andando a avere sintomi come mancanza o difficoltà con orgasmi, cistiti post coitali, etc.

Ci possono essere delle pratiche sessuali che possono danneggiare il pavimento pelvico.

La pratica del Fisting (inserire una mano intera in vagina o ano e poi chiuderla a pugno) può portare a delle disfunzioni perché si crea una dilatazione eccessiva rispetto a quella appropriata al naturale utilizzo.  
Stessa cosa vale per i sextoy con un diametro eccessivo o all’uso di oggetti “grossi” come la bottiglia della passata di pomodoro.

Una domanda che ricevo spesso è “Ma qual è questo fantomatico diametro da non oltrepassare? Perché il mio partner ce l’ha grosso”.
Per quanto si possa considerare grande la taglia di un pene il suo diametro non sarà mai quanto quello di un pugno.
Direi di non andare oltre i 4-5cm di diametro per quanto riguarda gli oggetti e forse in ano qualcosa in meno.

A chi dice che la vagina sia elastica tanto che ci passa la testa di un bambino vorrei ricordare che il parto vaginale ha un impatto molto importante su un perineo e che per questo evento ha avuto 9 mesi per prepararsi e diverse ore più mirate durante il travaglio.

Per quanto riguarda il fisting anale: lo sfintere potrebbe dilatarsi molto e conseguentemente perdere, col tempo, la sua elasticità (proprio come quegli elastici che col l’usura non si chiudono più). Ma soprattutto questa grossa presenza nelle pareti rettali può portare ad uno scollamento dei tessuti e dei legamenti che lo tengono in posizione, aumentando il rischio di un prolasso.
Le pareti del retto devono sapersi contrarre per far uscire in autonomia le feci, se queste pareti perdono tono e non riescono più a contrarsi attivamente quando serve ci potrebbero essere – oltre ai prolassi – anche stipsi.

Se la persona ha una vagina e vuole comunque praticare il fisting ogni tanto:

  • che sia sporadica come pratica, non più di 1-2 volte al mese
  • che sia seguita da professionistə e che faccia quotidianamente esercizi per il perineo (no, non parlo dei kegel!!!)

I sextoy con un diametro molto grande possono soddisfare quelle persone che arrivano a provare piacere solo con determinate misure.

Potrebbe essere una cosa emotiva, quella di voler andare sempre di più a superare determinati limiti con i diametri per il raggiungimento del piacere, simili dinamniche possono capitare nei giochi di sottomissione e dominazione dove il sottomesso “obbedisce” a un ordine che può portare a superare i limiti, sia fisici che emotivi.

Anche una vagina o un ano che perdono il tono muscolare possono portare la persona a cercare diametri più grandi per poter provare piacere. Quando la soluzione potrebbe essere quella di riportare tono ed elasticità ai muscoli perineali, sfinteri e tessuti.

Una vagina e un ano che funzionano bene possono provare piacere anche solo con un dito. Questo perché vagina e ano, nella normalità, sono chiusi e si aprono solo quando ospitano qualcuno o qualcosa.

10.8 Infezioni

Anche le infezioni vaginali e vescicali possono portare a alterazioni della funzionalità del pavimento pelvico.
Un’infiammazione, soprattutto se mal curata, se dura da tanto o se molto acuta, può portare a uno stato infiammatorio tale da poter incidere sulla elasticità muscolare e aumentare il tono dei muscoli o portandoli a restare “contratti” quando dovrebbero essere rilassati.

Tutto questo quindi può incidere sia sulla quotidianità che sulla sessualità

Se la persona avrà dei rapporti intimi, nonostante il dolore, potrebbe peggiorare la sua situazione, andando ad accentuare sia i fastidi sulle mucose che le tensioni.

Quindi, che cosa fare in caso ci sia del bruciore all’entrata vaginale o al glande, del dolore o una sensazione di pruriti accompagnata da secrezioni strane o maleodoranti?
Sarebbe il caso di andare a indagare alla ricerca di una infezione o una disbiosi del microbiota. Se il professionista da cui andate vi dice che va tutto bene, cambiate professionista!

10.7 Gravidanza e parto vaginale / TC

Tra le cause che possono portare le disfunzioni dei cambiamenti perineali c’è la gravidanza.
Con questo non voglio dire che per ovviare a questo bisognerebbe evitare la gravidanza di per sé ma sappiate che è possibile fare molto per arrivare ad una gravidanza con un pavimento pelvico in salute, capace sia di resistere bene all’aumento del peso apportato dal bambino che di compensare l’aumento di elasticità così come anche il parto, vaginale o taglio cesareo che sia.

Molte persone pensano che il parto vaginale sia l’unica causa di disfunzioni, che porti la vagina a diventare una caverna e non pensano che un taglio cesareo possa comunque portare a delle brutte disfunzioni perineali, come effettivamente è possibile che accada. 

Un taglio cesareo taglia 7 strati tra cui muscoli addominali, fascia, peritoneo, utero.
Hai presente quando c’è un rammendo su una stoffa?
Si ingrinzisce tutto, viene usata un po’ di stoffa per andare a ricucire lo strappo.
La stessa cosa accade anche con il corpo e i vari strati: anche se minimo c’è un piccolo “consumo” di tessuti e alla fine è come se il corpo si chiudesse un po’ su se stesso.
Questo può portare a mal di schiena, tensioni perineali. Inoltre le aderenze che si creano, quasi sempre, portano a bloccare utero, vescica, addominali, cupola vaginale.

Il parto vaginale è molto temuto perché spesso nei film e tante testimonianze mostrano una realtà completamente diversa: dolore, strappi, episiotomie, kristeller. Purtroppo non è raro che il parto sia assistito in maniera molto medicalizzata dove la persona assume una posizione non fisiologica e non verticale (sdraiata, su uno sgabello) e con metodiche molto antiquate come la spinta con la testa in giù e senza ascoltare minimamente i bisogni del corpo.
Spesso poi viene applicata una spinta sopra la pancia, la famosa kristeller, manovra che è illegale in molti paesi, oppure l’episiotomia quando non sarebbe necessaria.
Ricordo che l’OMS raccomanda che l’episiotomia non dovrebbe essere effettuata oltre il 5% dei parti vaginali e in italia le medie si aggirano tra il 30 e il 60%.

Cosa si può fare per poter avere un parto rispettoso del proprio perineo:

  • fare riabilitazione pelvica magari già prima della gravidanza e continuare in gravidanza a mantenere elastico e attivo il proprio perineo
  • prendere familiarità con la posizione accovacciata (te la insegno più avanti) che sarà il top per il parto
  • scegliere il posto dove vuoi partorire (sale parto con palla, liana, vasca, musica, etc.)
    Questo ti dirà già che tipo di assistenza potrebbero offrire ma non è detto poi chi ti tocchi.
    Lo so, ci dovrebbe essere un’assistenza uguale e rispettosa ovunque ma così non è.
  • se puoi permettertelo o se la regione dove vivi la passa, prendi una ostetrica privata per l’accompagnamento al travaglio e al parto in ospedale, oppure partorisci a casa
  • prediligi posizioni verticali e in movimento durante il parto (e stai lontana dal letto!)

Cosa fare nel post parto:

  • dopo il parto non fare “l’eroica” andando a piedi in camera.
    L’utero e la vagina sono ancora aperti, è appena passata una persona e non si chiude in 5 minuti.
    Stai calmə e riposati, fatti portare in giro in carrozzina!
    I giorni dopo muoviti poco e non stare molto in piedi con tuə figliə
  • a casa relax, poche scale e poche passeggiate fuori
  • cerca di assumere posizioni simmetriche e posizionare əl bambinə per bene centratə sul tuo baricentro
  • puoi usare la fascia, anzi spesso aiuta a non assumere posizioni tutte “storte” perchè əl bimbə pesa.
    Attenzione a non stringerla troppo sul addome, casomai fatti aiutare da qualche consulente del portare o ostetrica esperta
  • riprendi con gli esercizi perineali e le buone abitudini quotidiane
  • se hai dolore ai punti non evitare di fare la cacca, prendi casomai degli integratori che ti aiutino ad ammorbidirle, e PER FAVORE non spingere!

10.6 Come si va in bagno

Dai video precedenti forse ti sei già soffermatə a pensare come si dovrebbe andare in bagno -cacca e pipì- visto che ho demolito un bel po’ di cattive abitudini che forse ritenevi “normali”. Se la trattieni, se la fai molto spesso o quanta ne fai ogni volta. 

Forse hai già misurato la quantità della tua pipì o ti è venuta la curiosità di farlo >_<

Abbiamo visto che fa male tenerla troppo, fa male andare spesso in bagno senza che la vescica sia piena e abbiamo visto anche quanto faccia male farla in sospensione.
Farla in sospensione non è come farla con un bel mezzo squat o in accovacciamento come nella turca.
Ma non è proprio uno squat, in realtà si tratta di una posizione che, portando ad aumentare tutte le tensioni ovunque, rende molto difficile urinare e defecare e spesso la persona deve spingere per far uscire la pipì.

Se non ti vuoi sedere sui WC estranei puoi sempre usare un imbutino per urinare! Esistono di carta usa e getta o di silicone rilavabile. Quelli di silicone possono essere rigidi o più morbidi e richiudibili. Con questi ultimi a volte ci possono però essere difficoltà quando scappa molta pipì.
Il mio consiglio è quello di iniziare a familiarizzare provando quelli di carta.
 

Alcune persone si trovano a spingere perché è quello che gli è stato insegnato da bambini: spingere per “farla tutta”, riferendosi sia alla pipì che alla cacca. 

Invece dovremmo ricevere l’insegnamento che feci e urine possono uscire autonomamente, anzi, DEVONO uscire da sole e senza spingere e che se ciò non avviene allora qualcosa non va.

Se senti il bisogno di spingere e hai già provato altre soluzioni potrebbe essere il caso di fare una valutazione del pavimento pelvico. 

Il panchetto o il rialzino

La posizione fisiologica in cui femmine e maschi dovrebbero fare TUTTI i loro bisogni è quella accovacciata.

La posizione seduti sul WC con i femori a 90° con il nostro tronco non permette la giusta distenzione dei muscoli pubo rettali (o fionda rettale) che strozza così il retto e riduce la facilità con cui dovrebbero uscire le feci.

Molte persone non hanno difficoltà a defecare o urinare nella classica posizione sulla tazza e pensano quindi che non serva. O altre persone pensano che serva solo per la cacca o solo per le femmine.
Una volta però che le persone lo usano almeno per una settimana per tutti i loro bisognini allora capiscono che è un #maipiùsenza tanto diventa ancora più facile scaricarsi di urina e feci.

Sicuramente usare un rialzino porta ad una posizione che aiuta a ridurre le disfunzioni come emorroidi, stipsi e la sensazione di incompleto svuotamento della vescica o del retto, ma è anche una misura preventiva.

Ci sono tantissimi studi che dicono che le popolazioni che assumono la posizione accovacciata o del pensatore, con le gambe più alte del solito, per fare i propri bisogni hanno, in generale, molti meno disturbi intestinali e al perineo. 

Questo vale anche per gli uomini, nonostante il pene sembra si “presti” di più a farla in piedi. 

Si può ipotizzare che l’avvento e il regolare utilizzo dei pantaloni, accovacciarsi sia stato più complicato.

La domanda che mi fanno più spesso riguarda l’altezza che deve avere il rialzino (oltre ad altre come: deve essere usato sempre? = SI! ).
Vi dirò qual’è l’altezza più appropriata ma anche come cercare di ridurre la spinta indotta, sia per la defecazione che per la minzione.


Ricorda che sul WC la colonna dovrebbe stare sempre allineata e non accartocciata su se stessa!

Come spingere di meno!

Un barbatrucco, che ho imparato dalla mia collega Rita Anna Di Molfetta, per cercare di ridurre il bisogno di spingere quando una persona è particolarmente stitica è quello di andare ad appoggiare i gomiti sulle ginocchia e la schiena, mi raccomando, sempre allineata affinché l’addome possa lavorare. 

Mettere insieme le mani e invece di spingere soffiare.

Questo permette un’attivazione delicata del torchio addominale e anche del pavimento pelvico e quindi aiuta a defecare.
E’ comunque sempre una spinta anche se più delicata.

10.5 Transito intestinale stipsi/diarrea

La stipsi e  la diarrea possono essere le conseguenze di un pavimento pelvico che non funziona bene.

La stipsi può dipendere:

  • dal pavimento pelvico, sia troppo tonico che troppo lasso
  • da quanto si beve
  • da cosa e quanto si mangia
  • da quanto un corpo si muove
  • da farmaci o integratori assunti
  • da ostruzioni, a volte l’utero molto adeso al sacro può ostruire il passaggio delle feci, ma anche masse che non dovrebbero esserci possono ostacolare così come prolassi

Le feci dure potrebbero mettere in crisi un perineo, anche se fino a quel momento stava funzionando bene. Quindi una delle altre cause potrebbe incidere e portare tensioni o cedimenti delle pareti retto-vaginali.

La diarrea potrebbe incidere negativamente sul corretto funzionamento del retto e del pavimento pelvico poiché, in assenza di una massa fecale adeguata, il retto e i muscoli tendono fisiologicamente impigrirsi conseguentemente ad una scarsa attività.

Oltre alla consistenza delle feci, molto importante è la tensione addominale dato spesso da come sta intestino e quanto si gonfia.

Questa tensione addominale potrebbe incidere sulla postura, sull’elasticità dei muscoli addominali e sui muscoli posteriori – che sostengono la colonna – e contemporaneamente sul pavimento pelvico. 

Se dunque senti di avere dei peggioramenti legati alla sensazione di gonfiore sarebbe opportuno indagare sulla salute intestinale quanto fare una valutazione del pavimento pelvico.

E per risolvere la stipsi dovrai agire su più fronti!!

10.4 Squilibri ormonali

Sapevi che anche gli ormoni possono incidere sulla salute dei muscoli?
Infatti gli squilibri ormonali o i cambiamenti ormonali possono incidere sulle elasticità dei muscoli. Vediamo cosa si intende per squilibri e cambiamenti

Gli squilibri ormonali non sono da considerarsi esclusivamente in concomitanza con un ciclo irregolare, possono essere caratterizzati da:

  • una lunghezza variabile del ciclo mestruale, sotto i 25 o sopra i 35 giorni
  • da flusso molto abbondante o molto scarso, o che dura più di 4-5 giorni
  • da episodi di spotting premestruale o post mestruale
  • dai dolori mestruali
  • da una sindrome premestruale accentuata
  • dolori a metà ciclo
  • altri sintomi dolorosi o negativi che compaiono con ciclicità

La soluzione sarebbe fare un bel controllo sull’equilibrio ormonale e risolvere le cause che spesso sono di natura tiroidea, ipofisaria, legata all’insulina o al cortisolo.

Anche gli ormoni “finti” ovvero estroprogestinici o progestinici, usati come anticoncezionali o come terapia per alcune patologie, possono portare a disfunzioni pelviche e a incidere sulla elasticità dei muscoli.
Questo perchè il nostro corpo è abituato ad avere una fluttuazione ormonale, non solo diversa giorno per giono ma anche nelle diverse ore della giornata. Una pillola/ anello/ cerotto/ spirale medicata/ puntura di ormoni possono incidere sulla ciclicità ormonale e portare un piattume che ai muscoli non piace.
Se da quando assumi estroprogestinici o progestinici hai notato cambiamenti sulla tua elasticità, orgasmi, vaginosi, forse conviene cambiare ormoni o non assumerli più.

Tra i cambiamenti ormonali c’è anche la gravidanza che, solitamente, apporta maggiore elasticità. Questo può giovare a chi tende ad avere un corpo molto teso, al tempo stesso, rappresenta un rischio di peggioramento per quei perinei che si trovano già con poco tono e che, col peso del bambino che cresce lungo tutta la gravidanza, potrebbero cedere.

Un altro cambiamento fisiologico è la menopausa: il corpo si ritrova ad avere un crollo degli ormoni mestruali, estrogeni e progesterone, questo incide notevolmente sulla elasticità dei muscoli.
Non è propriamente questo crollo ad essere l’unico responsabile di malesseri, ma potrà essere un aggravante qualora il perineo in questione non si trovi a funzionare bene quando entra in menopausa.
È possibile arrivare alla menopausa con un perineo elastico, che funziona bene nella sua quotidianità e che potrà reggere bene il colpo e non ritrovarsi “rinseccolito”.
Con la riabilitazione pelvica si può riportare elasticità ai muscoli, mucose e vagina ma anche lubrificazione senza dover ricorrere agli ormoni!

Si è soliti pensare che la menopausa “fisiologica” sia quella con vampate, sudorazione, calo desiderio e via dicendo. Ma no, una menopausa fisiologia non ha sintomi negativi! Se vivi una menopausa con sintomi sappi che puoi cercare le cause e risolverle e così anche il corpo starà meglio.

Il diabete e l’insulina, come condizioni di forte stress sono altri fattori determinanti riguardo l’elasticità muscolare. Questo perché quando ci sono dei cali glicemici tutto il  sistema si attiva, attivando anche il cortisolo e una serie di ormoni per riportare la glicemia a livelli ottimali. Tutto questo processo può portare a un consumo di aminoacidi e sali minerali e questo può rendere i muscoli tesi e talvolta può portare spasmi e crampi.

10.3 Sport ad alto impatto o fatto male

Muoversi fa tanto bene al corpo ma ci possono essere dei movimenti e degli sport che invece possono creare danni. Non c’è una regola generale anche se io sconsiglio a priori i crunch, quindi quegli addominali in cui la colonna si piega su se stessa e possono essere dannosi sia per gli addominali, colonna vertebrale e per il pavimento pelvico. 

Cito un mio collega fisioterapista che dice: “Il corpo fa quello che il corpo sa”

Se quel corpo è abituato a stare in una posizione asimmetrica, storta, tenderà a riproporre gli stessi schemi quando sta in piedi, seduto e in movimento.

Se, ad esempio, la persona non sa attivare gli addominali trasversi e obliqui potrebbe fare dei movimenti in cui questi non si attivano ma dovrebbero, andando quindi poi a alimentare il cattivo movimento e i danni.

Ad esempio, nelle pratiche yoga è molto importante la supervisione di unə istruttricə che controlli che i vostri movimenti siano corretti, altrimenti invece che fare del bene al vostro corpo, lo andrebbero a danneggiare. Ad esempio piegarsi in avanti: una cosa è farlo “sgranocchiando” volutamente vertebra per vertebra e un’altra è disegnare una C con la colonna se si vuole andare giù con la colonna tutta allineata.

Un altro esempio è lo squat,

Fatto male: se i vostri piedi saranno aperti a papera, senza che gli addominali corretti si siano attivati e soprattutto se quando arrivate in cima andate a dare una spinta in avanti con il culo.

Fatto bene: Allineare bacino e colonna affinchè gli addominali si attivino, così si attiveranno di conseguenza anche glutei e quadricipiti e perineo, quindi abbassarsi e poi risalire mantenendo sempre il bacino attivo (=quindi gli addominali e perineo attivi).

Vedremo anche che la maniera corretta per alzarsi dalla sedia è molto simile ad uno squat quindi se lo facciamo attivando tutti i vari muscoli non può che farci bene. Quello che può essere difficile è trovare dei professionisti che sappiano queste cose. Purtroppo, non sempre, è possibile che anche chi dice di proteggere il perineo non sappia effettivamente di cosa sta parlando, rischiando di peggiorare la situazione. Nel capitolo 12 comunque ti insegnerò ad allinearti!

Alcuni corpi poi hanno un po di difficoltà a rilassare i muscoli sia perineali che addominali, glutei e via dicendo e quindi, alcuni movimenti che potrebbero essere salutari, in questa condizione di mancato rilassamento potrebbero non esserlo. Così facendo mantenengono questa situazione di tensioni o la peggiorano.

Ci sono degli sport e degli esercizi in generale (come lo stesso yoga, pilates, posturale) che possono fare molto bene o, al contrario, portare dei peggioramenti rispetto alla condizione iniziale. 

Dipende dalla capacità del corpo di rilassarsi o meno. 

Cosa puoi fare finché non trovi un professionista che ti possa aiutare? 

Gli esercizi che ti propongo in questo corso non si possono definire come esercizi veri e propri ma dei suggerimenti di posizioni, delle attivazioni. Puoi iniziare a prendere consapevolezza dei tuoi addominali, tutti, quindi non solo degli addominali retti e applicare queste nozioni a tutti i movimenti che fai (come squat, affondi, muovere le braccia con le gambe ecc.) ma, soprattutto, puoi andare a togliere tensioni.