11.2 Valutazione del pavimento pelvico

La valutazione del pavimento pelvico è una consulenza dove, almeno io, vado a cercare di capire come sta il pavimento pelvico e com’è la sua vita quotidiana e com’è stata quella passata.
Per fare questo faccio circa 1 ora di domande. Si, 1 ora!
Faccio domande su:

  • anamnesi generica su patologie proprie e familiari, sport e attività, cicatrici e traumi, interventi, e tutto quello che può influire sul corpo
  • alimentazione per capire come starà l’intestino e come potranno essere le feci
  • mestruazioni: gli ormoni mestruali influenzano molto la salute del perineo, ma anche se ci sono dolori
  • storia delle gravidanze e dei parti se presenti
  • un capitolo giallo dedicato alle pipì e uno marrone alle cacche: come cosa quando fuori piove, #teampanchetto e se spingi
  • come sta la vulvagina ora e nel passato, igiene e secrezioni
  • tutta la anemnesi sessuale che spesso mi racconta molto sia sulla parte fisica che emotiva di quel perineo

Visito su un lettino da massaggi perchè la posizione ginecologica fa mettere il bacino in una posizione in cui i muscoli si possono tendere ma soprattutto spesso mette a disagio le donne. E disagio = tensioni.
Poi chiedo di che colore vogliono i guanti, ho tutte le gamme dell’arcobaleno!

Inizio osservando. Osservo come respira, se il perineo si muove col respiro, i colori, l’aspetto. Chiedo il permesso di potermi avvicinare e se concesso, inizio.
Riflessi neurologici, swab test, osservare come contrae.

E poi inizio a palpare esternamente. Con le mani ascolto la tensione dei muscoli da fuori e ne posso sentire diversi, tanto che si può fare una valutazione del perineo senza fare una visita vaginale se non è possibile.

Dopo un nuovo consenso inizio la visita interna con ritmi lenti e senza fretta. E cerco di ascoltare come stanno i vari muscoli, la clitoide, la vescica, l’uretra, l’utero. Se ci sono tensioni, dolori, contratture. E se ci sono prolassi che poi andrò a controllare anche in posizione eretta.

E successivamente richiedo alla donna di contrarre così comprendo meglio come funzionano quei muscoli.

Quanto contrae?
per quanto tempo?
sa rilassarli?

E passo alla ispezione anale se la donna e il suo sfintere me lo permettono. Così capisco ancora più cose su come defeca, su come stanno i muscoli in altre zone.
E poi in piedi.
In tutti questi passaggi spiego alla donna che cosa sento, se lo sente anche lei o cosa sente. E se vuole le mostro tutto con uno specchio, anzi ce l’ha lei in mano così guarda quando desidera.
Alla fine mi scrivo tutto sulla mia cartella personale, scrivo tutto sulla relazione clinica che lascerò alla donna (con tanto di disegnini).

12.8 Ma in palestra? suggerimenti vari

Dai capitoli precedenti abbiamo imaparato già tutto il necessario per poter salvare il nostro corpo durante lo sport.

La chiave di tutto sta nell’allineamento del corpo. Quando il corpo è allineato i muscoli addominali e pelvici si attivano nel modo corretto, sostengono la colonna e gli organi, in maniera fluida e non forzata.

Suggerimenti vari:

  • per fare gli affondi allinea prima il tuo corpo
  • per fare spostamenti a destra e sinistra, allinea bacino e colonna
  • per fare un plank (sicurə di volerli fare? sicurə di rilassare del tutto?) allinea bacino e colonna
  • per fare esercizi vari come vogatore o altre macchine, sempre schiena allineata e se si piega in avanti/indietro bacino+colonna+testa devono muoversi come se fossero incollate ad un’asse
  • i salti non fanno mai benissimo al perineo
  • allinea bacino e colonna prima di tirare in su le ginocchia al petto
  • contrai i muscoli quando inspiri, rilassa quando espiri. Lo so, di solito ti fanno fare il contrario

Se il tuo corpo fatica ad allinearsi o a mantenere l’allineamento di bacino/colonna allora dovrai fare gli esercizi:

  • con molta lentezza
  • ad ogni nuovo movimento riallineare il tuo corpo
  • farli “piccini”, poco e non arrivare fino in fondo (un piccolo affondo o uno squat che si ferma prima)
  • evita di sovraccaricarti con pesi finchè il tuo non si allineerà in automatico da solo

Squat

Sono esercizi tanto buoni se fatti bene ma molto cattivi se il corpo non è allineato.

  1. i piedi devono essere allineati, no piedi a papera. Questo perchè il piede aperto verso l’esterno ruota il femore e questo porta a una tensione sui muscoli del perineo che non potranno attivarsi nel modo corretto
  2. allinea il bacino e la colonna
  3. puoi chinarti un po’ in avanti ma non è necessario
  4. ora puoi scendere, sentirai glutei e quadricipiti lavorare molto
  5. non scendere troppo, devi sempre avere il controllo del tuo bacino

Se li fai nel modo corretto non devi andare a spingere in avanti il bacino quando arrivi di nuovo in posizione di partenza (in piedi) e non devi mandare il culo troppo in fuori quando sei in accovacciatə.

Addominali

Si, lo so che tu forse speravi di trovare in questo corso come fare gli addominali, ma no, non ci sono esercizi specifici.
Se ci hai fatto caso però con l’allineamento del bacino e della colonna inizierai ad attivare molto i tuoi addominali trasversi e obliqui, soprattutto in tutti gli altri esercizi a corpo libero che farai adottando le buone abitudini posturali!

I classici addominali come i crunch e tutti quelli dove si va a piegare su se stessa la colonna anche se è solo la parte alta, non coinvolgono nel modo corretto gli addominali obliqui e trasversi, ma anzi i muscoli retti ma per dei movimenti per cui non sono stati progettati. So che molte persone vogliono quella famosa tartaruga dove i muscoli retti sono molto ipertrofici.
L’accorciamento dei muscoli retti dovuto ad una cattiva contrazione blocca il diaframma respiratorio, aumenta la curva cifosi, fa protrudere l’addome e spinge i visceri verso il basso stirando il perineo.
I muscoli retti dell’addome servono per stabilizzare i muscoli del dorso, per evitare che l’accorciamento dei muscoli posteriori si accorcino troppo, ad esempio nei casi di iperlordosi o proiezione posteriore del tronco

Ti ricordo che i muscoli ipertrofici non sono fisiologicamente sani: tendono a essere rigidi e non elastici.

Un buon esercizio per gli addominali dovrebbe essere isometrico, isobarico e permettere poi al muscolo di rilassarsi.

Alcuni esercizi come i plank o gli esercizi di ipopressiva possono essere ottimi ma solo per quelle persone che poi riescono a rilassare i muscoli addominali e pelvici.

Ti posso consigliare la lettura del libro “Addominali, fermiamo il massacro” di Bernadette de Gasquet, anche se può essere un testo complesso per chi ha poca consapevolezza del proprio corpo.

Salti e corsa

I salti mettono a dura prova il perineo, questo perchè la gravità fa rimbalzare gli organi addominali e pelvici che vanno ad appesantire il perineo. Questo si contrae per poter mantenere gli organi al loro posto ma anche per continuare a garantire la continenza. E’ però una contrazione non molto fisiologica che potrebbe portare ad acutizzare tensioni e difficoltà a rilassare i muscoli.

Se riesci ad avere una buona consapevolezza del tuo perineo, o se ti esplori (spiego come farlo nel divulvacorso “Viva la vulva”) puoi fare un controllo prima-dopo di una corsa o di salti con la corda.

Se è proprio un tipo di sport che non riesci a lasciare andare, fai spesso una sosta per fare un accovacciamento e così togliere un po’ di tensioni e dare respiro al tuo perineo.

Ponte o Hip thrust

Sono movimenti non fisiologici per il corpo, per farli tenderà a attivare altri muscoli come i retti addominali per riuscire a farli.

Per quanto riguarda il ponte classico (hip thrust a terra) puoi provare a fare un riscucchio dell’ombelico prima di farlo e mantenere il risucchio fino a che non torni ad appoggiare tutta la schiena per terra. Se hai problemi di muscoli che non si sanno rilassare ne dovresti fare molto pochi e sempre in movimento senza fermarti mai. Ascolta sempre il tuo perineo prima e dopo e se percepisci che resta più teso, allora forse è il caso di lasciar perdere per un po’ questo esercizio.

Hip Thrust sulla panca è un esercizio molto difficile e il più delle volte viene fatto fare male, soprattutto con il fai da te. Serve un corpo molto consapevole e molto tonico per poterlo fare bene.

Ma cosa fare?

Buona parte dei personal trainer non sa dove sta di casa il perineo nè l’attivazione dei muscoli in funzione della respirazione.
Tanti esercizi li suggeriscono perchè “si sa” che in quel modo un determinato muscolo verrà più ipertrofico, più ciccioso, spesso a discapito di altri.

La domanda è:

Ma tu che cosa vuoi?
“voglio un corpo scolpito a discapito della tua colonna e perineo”
“voglio una colonna sana e un perineo funzionante (= che non soffra di incontinenza e con orgasmi felici)”

Si, puoi provare a tamponare con esercizi di rilassamento, ma se le sollecitazioni sono “troppo” per un perineo che non si sa rilassare la situazione potrà peggiorare di volta in volta.
Pensa che durante la prima quarantena ho ricevuto molte richieste di consulenze per orgasmi scomparsi proprio perchè le persone si erano messe a fare esercizi a corpo libero a casa.

Mi capita spesso anche di correggere alcuni esercizi o di limitarne altri, anche quando definiti “soft”, e di avere subito nel corso di 1-2 mesi la remissione di sintomi negativi come cistiti post coitali, anorgasmia situazionale o secondaria, dolore alla penetrazione profonda.

Fai attenzione a tanti di quei corsi di ginnastica che si trovano online, su youtube o nelle app. Se già dal vivo i personal trainer non sanno come correggere la postura, in differita di sicuro non possono controllarti e il tuo corpo farà a ripetizione quei movimenti che sa fare, ma che sono già sbagliati in partenza. Purtroppo anche molti laureati in scienze motorie non hanno idea di come mettere a salvo il perineo, mi dispiace.

12.7 Come alzarsi dal letto

Anche alzarsi dal letto, come abbiamo visto, può portare danni sia al perineo che alla colonna. Anche per questo i classici crunch (e tutti i loro amici) possono essere un pericolo per il nostro corpo.

Come alzarsi dal letto:

  1. per ruotare il corpo tutto il tronco deve girare tutto assieme: è molto importante per la salute dei dischi intervertebrali. Per farlo ci aiutiamo con la forza esercitata dalla gamba e dal braccio, che muovendoli verso il lato dove vogliamo girarci, ci aiuteranno a farci cambiare posizione mettendoci su un lato
  2. portare le ginocchia verso il petto
  3. tirare i piedi giù dal letto, ancora una volta il bacino e le vertebre non risentono dei movimenti
  4. tirare su il corpo lateralmente spingendolo in su con le braccia

I punti 3 e 4 si possono fare anche in contemporanea.

Ci vorrà del tempo affinchè diventi automatico quindi quando ti rendi conto che non lo hai fatto nel modo sbagliato, ripeti nel modo corretto.

12.6 Come stare sedutə e come alzarsi dalla sedia

Tenendo ben presente che la posizione corretta per fare tutto sarebbe quella in piedi e, chiaramente, sempre con il giusto allineamento e simmetria nell’appoggio del peso, vediamo ora qualche suggerimento per danneggiare il meno possibile il corpo nella posizione seduta.

Anche sulle sedie dovremmo stare sedutə con bacino e colonna allineati. Questo comporta avere le gambe non accavallate e la testa su come quella di una giraffina.

Molte persone sulle sedie comuni non stanno molto comode, non tanto per la morbidezza della seduta ma per l’altezza della sedia. Spesso mi domando se sia corretto, fisiologico, che da sedutə l’angolo tra il femore e il tronco sia di 90°. Se pensiamo che la posizione migliore per rilassarci è quella accovacciata, dove l’angolo è molto acuto, i 90° sembrano quasi essere troppi.
Molte persone possono trovare le sedie scomode perchè le loro gambe sono corte: la tibia potrebbe non avere una lunghezza pari alla altezza della sedia. Questo costringerebbe la persona a mettersi più sulla punta della sedia, mentre se questa si ostinasse a restare appoggiata allo schienale, cambierebbe la rotazione del bacino (come se si tirasse di più la famosa corda legata alla coda) e il peso si scaricherebbe sul coccige, bloccandolo.

Per risolvere la difficoltà serve un rialzino anche per quando si sta sulle sedie. E no, la pedana da scrivania non è sufficiente perchè dove appoggia il tallone c’è uno spessore irrisorio.

Se si ha la possibilità si potrebbe lavorare in piedi. L’ikea vende una serie di tavoli dove si può regolare l’altezza delle gambe in maniera analogica o elettronica.
Per il mio studio di Milano ho preso una scrivania con gambe regolabili per poter avere un supporto alto 63 cm e usare la palla mentre faccio le consulenze.

Come alzarsi dalla sedia

Dopo aver visto, nei capitoli precedenti, come allinearci, alzarsi dalla sedia nel modo corretto dovrebbe essere più facile.

Per iniziare a provare ti suggerisco di usare la palla perchè, grazie ai rimbalzi verso l’alto, è possibile facilitare i movimenti. Se invece non hai una palla siediti sul bordo della sedia e divarica le gambe formando un angolo acuto tra femore e tibia (coscia e polpaccio).

  1. allinea il bacino e la colonna, sentirai attivarsi sia gli addominali trasversi che i glutei
  2. immagina che devi seguire con il tuo corpo la corda che ti sta tenendo allineata la colonna
  3. metti le mani sui tuoi quadricipiti, ovvero i muscoli delle gambe
  4. spingiti verso l’alto -ma non alzarti ancora- attivando maggiormente glutei e quadricipiti. Se sei sulla palla i rimbalzi ti aiuteranno a seguire meglio la direzione verso l’alto
  5. quando pensi che il tuo cervello sia in grado di attivare per bene i quadricipiti per tirarti su, provaci! Ricorda non devi lanciarti in avanti ma elevarti verso l’alto

Se hai difficoltà puoi usare uno specchio o meglio filmarti con il cellulare così da rivederti e comprendere in quale passaggio hai più difficoltà.

Una volta che avrai compreso come chiedere ai tuoi quadricipiti come attivarsi e quando non lancerai più il tuo corpo in avanti, sarai prontə a farlo sempre!
So già che non ti riuscirà ogni volta. Cambiare una abitudine del corpo così automatizzata richiede molto tempo e molta forza di volontà.

In ogni circostanza in cui ti renderai conto di esserti alzatə nel modo sbagliato, risiediti e fallo nel modo corretto.

12.4 La palla per mobilizzare il bacino

La palla può essere un ottimo strumento perché aiuta il bacino ad allinearsi, lo abbiamo già visto nel capitolo dell’allineamento.

Stare seduti su una palla aiuta il corpo sotto vari punti di vista:

  • aiuta a mantenere più allineato il bacino
  • permette una seduta “attiva” dove si deve costantemente mantenere l’equilibrio
  • la mancanza di uno schienale ricorda più spesso di allineare la colonna

Suggerisco spesso alle mie pazienti di usare la palla al posto di una sedia comune soprattutto se lavorano molto sedute. L’unica difficoltà di usare una palla per studiare o lavorare è quella di avere un tavolo all’altezza giusta, se avete un corpo con una altezza comune. Le palle hanno una altezza tra i 55 e i 75 cm che diminuiscono quando il corpo si appoggia, quindi servirà un tavolo più basso intorno ai 60-70 cm in base a quanto è alto il vostro corpo.

La dimensione della palla va scelta in base al peso del corpo e in base alla altezza: più o meno un corpo molto pesante potrà trovarsi bene con una palla più grande rispetto a quella indicata per l’altezza del corpo. Ad esempio io che ho un corpo alto 158 cm e un peso che supera i 100 kg (al momento, ci sto lavorando >_<) mi trovo bene su una palla da 65 cm o da 75 un po’ sgonfia, mentre una palla da 55 cm (indicata per la mia altezza) per me è piccola. Potete andare in negozi a provarle così da comprendere quale sia quella adatta a voi.

Le ginocchia devono avere un angolo leggermente inferiore ai 90° con il vostro tronco!

Esercizi per mobilizzare il bacino 

Anti e retroversione del bacino

  1. Immagina una corda legata alla clitoride e una corda legata alla codina del sedere. Alcune persone possono immaginare il bacino come se fosse un dondolo o un pennello.
  2. Per ruotare il bacino “avanti” tira la corda della clitoride verso l’alto e quella sulla coda verso il basso, come se volessi appoggiare tutto il peso sul coccige
  3. per ruotare il bacino “indietro” tira la corda della coda verso l’alto e quella sulla clitoride verso il basso, come se volessi appoggiarti sulla palla con la clitoride
  4. Continua a ruotare il tuo bacino cercando di non muovere tutto il corpo!

Ruotare il bacino

  • muovi il bacino, come se volessi disegnare dei piccoli cerchi, prima in senso orario e poi antiorario, mantenendo spalle e ginocchia abbastanza ferme
  • muovi il bacino, come se volessi disegnare dei cerchi più grandi, prima in senso orario e poi antiorario
  • muovi il bacino, come se volessi disegnare dei grandi cerchi, nel movimento coinvolgi anche la colonna: anch’essa si scioglierà!

Il pendolo

  • muovi il bacino verso destra e verso sinistra, proprio come se fosse un pendolo: in base alle tensioni che una persona potrebbe sentire,  da qualche parte “tirerà” di più che da un’altra. 

Esercitarsi ad allineare la colonna e a chinarsi in avanti

Sempre su una palla o su una sedia possiamo andare ad allenare ad attivare la nostra colonna e i nostri addominali trasversi e obliqui, come abbiamo visto nel capitolo12.1: tutto ciò servirà proprio per abituarci a fare questi movimenti così importanti, imparando bene come “attivarci”, mantenendo allineato il nostro corpo mentre li performiamo.

Con i piegamenti non si deve arrivare per forza fino in fondo, bastano pochi cm per iniziare a prendere consapevolezza e sbloccare il bacino al fine di migliorare, nel tempo, questo tipo di movimento, anche quando il corpo starà in posizione eretta.

Il contatto del bacino con la palla o con la sedia ci permette anche di sentire quanto questo stia ruotando. Quindi se senti che il bacino resta immobile sulla superficie dove appoggia e non percepisci più gli addominali “attivi”, sarà opportuno riallineare bacino e colonna.

12.3 Esercizio di Respirazione

Come dovrebbe essere la respirazione:

La respirazione quotidiana dovrebbe essere quasi invisibile e dovrebbe coinvolgere le costole più basse, addominali e perineo. Durante l’inspirazione le costole si dovrebbero allontanare, mentre l’addome si dovrebbe attivare e “risucchiare” delicatamente: il perineo, a sua volta, dovrebbe fare la medesima cosa con una contrazione eccentrica(*) e quindi dovrebbe contrarsi anche se viene “allontanato/spinto”
Con l’espirazione tutto si dovrebbe rilassare e tornare al punto di partenza.

I prossimi consigli non vogliono sostituire un percorso con un professionista capace di aiutarti ad ascoltarti meglio, a conoscerti e soprattutto a guidarti in un percorso di rieducazione. Alcune persone potrebbero presentare delle tensioni muscolari tali da non poter permettere ai muscoli stessi di distendersi, in questo caso sarebbe utile rivolgersi a professionisti che possano praticare le giuste manipolazioni ed indicare gli eventuali esercizi ad hoc.

Come respiri?

Prendi consapevolezza del tuo respiro: appoggia una mano sullo sterno e una fra l’ombelico e il diaframma respiratorio. Ascolta il respiro e il movimento delle mani:

  • se si muove di più la mano appoggiata sullo sterno, il diaframma non è libero (respirazione alta o corta, frequente in situazioni di ansia e stress) e ne consegue una scarsa ossigenazione delle cellule del corpo;
  • se si muove di più la mano inferiore, hai una buona respirazione addominale
  • se si muovono le costole basse festeggiamo!!
  • Usa sempre le mani fino a che non sentirai bene che cosa stai muovendo

Respirazione di “pancia” o del Palloncino

Ricorda, la respirazione “di pancia” dove la pancia si gonfia non è la respirazione diaframmatica! Può essere una respirazione per distendere ed aiutare a togliere tensioni, a rilassare, ma non è quella che il nostro corpo dovrebbe avere quotidianamente!

Usa questa respirazione quando:

  • senti un senso di chiusura su pancia, addome, torace
  • ti manca l’aria
  • senti che hai tensioni perineali: immagina che con il palloncino, gonfiandolo, puoi arrivare a distendere il perineo da dentro

Come farla:

  • per iniziare mettiti in una posizione comoda. Se la curva lordosi della schiena non è libera, troppo tesa e non appoggia bene puoi metterti in posizione di scarico appoggiando i polpacci su una sedia. In questa posizione non avrai tensioni a distrarti. Questa respirazione, tra l’altro, puoi farla anche su una sedia o in piedi.
  • metti una mano sul petto e una sulla pancia, l’obiettivo è quello che piano piano si muova solo la mano sulla pancia. Usa sempre le mani quando non senti bene il tuo corpo
  • usa la visualizzazione del palloncino: quando non sappiamo muovere bene il corpo, le visualizzazioni ci possono aiutare. Immagina un palloncino che si gonfia e si sgonfia
  • la respirazione dovrebbe essere come le onde del mare: vanno e vengono senza che ci siano spinte o blocchi. Quindi non dovresti spingere la pancia in fuori o risucchiarla. Spingere o risucchiare sono movimenti che portano tensioni, meglio evitare quando l’obiettivo è rilassarsi

(*)Una contrazione muscolare eccentrica è l’allungamento di un muscolo in risposta a una forza in opposizione alla contrazione muscolare, in cui la forza di contrasto (come il sollevamento di un peso) è maggiore della produzione dell’energia in atto.

12.2 Postura scarico perineo medio

Questa posizione aiuta a togliere tensioni alla colonna soprattutto quando c’è una ipo o iperlordosi ed in parte aiuta anche a togliere tensioni dal pavimento pelvico, anche se, comunque, esistono posizioni dove si ottiene un maggior rilassamento, come l’accovacciamento che troverai più avanti.

Questa posizione può essere usata per fare ad esempio esercizi di respirazione.

Come mettersi in questa posizione:

  • metti la sedia ai piedi del tappetino o posiziona il tappetino a contatto con un letto o divano
  • sdraiati su un fianco, ruota e porta i polpacci ad appoggiare sulla sedia, sul letto o sul divano
  • nel video vedi una attivazione particolare dei muscoli addominali. Invito Anna a fare un risucchio: con questo si attiveranno i muscoli addominali trasversi che manterranno stabile la colonna durante i movimenti. Si attiveranno anche indirettamente i muscoli del pavimento pelvico che contrasteranno l’aumento di pressione addominale che si crea con il cambiamento di posizione. Una volta che il corpo è in una nuova posizione, lascia andare “il risucchio” i muscoli si rilasseranno senza rimanere tesi, cosa che accadrebbe se non venisse fatto il risucchio.
  • per arrivare ad una posizione corretta la coscia deve essere perpendicolare a terra o con il corpo (in alcuni casi è più comodo che l’angolo con il tronco sia anche inferiore ai 90°). La posizione del femore (l’osso della gamba) a 90° posiziona il bacino in modo tale che le vertebre lombari siano distese così come i muscoli della schiena. Spesso si deve avvicinare, anzi diciamo proprio appiccicare molto, il sedere alla sedia o al bordo del letto.

ATTENZIONE!

Se non ti riesce fare il risucchio e spingi invece i muscoli come se stessero per tirarti un pugno, potresti aumentare le tensioni e non essere più in una posizione di rilassamento. Nel dubbio mettiti nella posizione senza risucchiare!

11.7 Elettrostimolazione, TENS e altre tecniche

Un’altra cosa che va tanto di moda negli ambulatori della riabilitazione pelvica è la elettrostimolazione funzionale.

Dentro questa categoria ci sarebbero tante sottocategorie. Tra le più conosciute:

  • SEF: elettrostimolazione funzionale. La sonda (vaginale o anale) o i cerotti, trasmettono impulsi che attivano i muscoli e li fanno contrarre. Non va bene se quei muscoli non si sanno rilassare.
  • SEF con Biofeedback: attraverso uno schermo la persona può vedere quanto contrae e quanto rilassa, l’esercizio è più consapevole anche se spesso viene associato a una attivazione da parte della macchina
  • TENS: elettrostimolazione antalgica. La sonda o i cerotti emettono un tipo di elettricità transcutanea che mira a lavorare sui nervi (e in parte sui muscoli) e insegna loro a rilassarsi, calmarsi.
  • Stimolazione tibiale. Vengono usati dei cerotti/elettrodi da posizionare su punti specifici della gamba, l’elettrostimolazione agisce a livello dei nervi che regolano vescica e retto ed ha ottimi risultati in alcune disfunzioni come vescica iperattiva, incontinenza da urgenza, alcuni casi di dolore pelvico

Se saputa utilizzare e associata ad altre tecniche riabilitative, questa tecnologia può dare bellissimi risultati. Per altre tecniche riabilitative, invece, propongo sempre di modificare abitudini posturali ed esercizi di chinesiterapia.

Ma se viene usata solo l’elettrostimolazione e null’altro le persone riferiscono a volte di avere dei miglioramenti finchè fanno quel tipo di terapia, per poi sentire che tutto ritorna come prima in un secondo momento. Inoltre non andrebbe usata sulle mucose irritate (anche la TENS) e quando viene suggerita per la vulvodinia, dove nel 99% dei casi c’è questa condizione, si possono avere peggioramenti dei sintomi o nessun progresso. In questo caso sarebbe più opportuno usare dei cerotti.

Se un professionista vi propone solo questo come “riabilitazione” pelvica, cambiate professionista!

Altre pratiche proposte sono:

  • elettroporazione: Un particolare impulso elettromagnetico fa sì che un principio attivo venga assorbito senza aghi per via transdermica, garantendo una più alta concentrazione ed efficacia solo sulle zone interessate. Può non migliorare una situazione di mucose alterate
  • radiofrequenza: è una metodica non invasiva e non dolorosa che per mezzo di applicatori esterni ed interni capaci di indurre un aumento della temperatura, ripristinano il potenziale energetico delle membrane cellulari e stimolano la produzione di collagene, garantendo così effetti rigenerativi sulla zona interessata fin dai primi trattamenti.
  • vagy combi: è un dispositivo che ha 3 funzionalità diverse usate separatamente. Può fare biofeedback o SEF normale, elettroporazione e radiofrequenza. Da solo non porta miglioramenti significativi. Le sedute possono avere un costo molto alto e venire proposte a molte pazienti perchè il professionista deve rientrare dell’investimento. Professionisti non adeguatamente formati possono ritenere che sia uno strumento adatto per fare “da solo” la riabilitazione pelvica.
  • Tecarterapia: è un metodo di cura non invasivo che si basa sull’utilizzo di radiofrequenze in grado di stimolare risposte biologiche nei tessuti, sia superficiali che profondi. Queste onde radio, portate a contatto con i tessuti, generano calore in profondità e stimolano così la guarigione dei tessuti stessi, grazie all’aumento della microcircolazione e alla vasodilatazione.
  • Magnetoterapia: è una terapia fisica sempre più utilizzata in fisioterapia, inizialmente è stata utilizzata quasi esclusivamente come trattamento per favorire la rigenerazione del tessuto osseo finché, nel corso degli anni, sono stati dimostrati i potenti effetti rigenerativi della magnetoterapia, dovuti ai cambiamenti fisiologici che provoca nell’organismo umano. Quindi è in grado di aiutare lo stato di salute dei tessuti dei genitali e dei muscoli ma non li fa “allenare”. Le evidenze (qua un articolo) riportano qualche buon risultato su incontinenza ma che non dura nel tempo. Può aiutare nella riabilitazione ma solo se unita ai piloni portanti della riabilitazione (modificare abitudini posturali + chinesiterapia). Tra le magnetoterapie meglio quelle che vengono emesse con manipoli guidati da professionista che quelle della poltrona “Dr. Arnold” (che poi, perchè un nome maschile per una poltrona pubblicizzata solo per i perinei femminili?). Quindi diffidate di chi vi propone SOLO la poltrona magnetica per risolvere tutti i vostri problemi pelvici.
  • Laser: Il laser CO2 agisce con delicatezza sulle pareti della mucosa vaginale attraverso uno scanner apposito, provocando delle microlesioni impercettibili ma necessarie per innescare un processo di neocollagenesi (produzione di nuovo collagene), di riorganizzazione e riequilibrio dei componenti della mucosa vaginale. Può aiutare per l’atrofia delle mucose, ma da solo non risolve le disfunzioni pelviche. Ricordo che un buon percorso di riabilitazione risolve a lungo termine l’atrofia già dai primi 2-3 mesi di esercizi.

11.6 Dilatatori vaginali

I dilatatori vaginali sono stati pensati per andare, nello specifico, ad espandere e creare spazio nelle vagine, inserendo semplicemente appunto un dilatatore, quotidianamente e per un certo periodo di tempo.

In commercio se ne trovano diversi: di solito hanno forme simili e sono realizzate con plastiche rigide.

Personalmente non li consiglio alle mie pazienti, in quanto è possibile riuscire ad arrivare agli stessi risultati in meno tempo grazie al percorso di esercizi per il pavimento pelvico e all’uso di sextoys per la penetrazione, con diametri variabili in base alla accoglienza che offrono quella vagina e quel perineo.

Non mi piace l’idea del dilatatore perchè lo vedo una forzatura; una persona che ha difficoltà con la penetrazione potrà infatti vivere quel momento con negatività, soprattutto se non rispetta i tempi indicati dal professionista.
La via del piacere è la stessa via del dolore: se quella persona con la penetrazione prova dolore usando un dilatatore allora potrebbe alimentare la via stessa del dolore e soprattutto non cambiare rapidamente la situazione.

Se la persona invece usasse un sextoy da penetrazione in un momento di piacere, allora:

  • assocerebbe il piacere all’eccitazione
  • approfitterebbe degli ormoni della stessa eccitazione che rendono tutto più elastico
  • non sarebbe una cosa asettica: un prodotto del genere può essere molto più sexy di un semplice dilatatore
  • lo stesso sextoy può essere usato in coppia

Ecco perchè preferisco un bel sextoy!

11.5 Dispositivi elettronici per “allenamento” domestico

Sempre più spesso le persone mi chiedono informazioni su questi dispositivi perchè li vedono in pubblicità dove vengono presentati come la “salvezza” per un perineo incontinente o che non raggiunge orgasmi. A causa di queste pubblicità ingannevoli passa l’idea che questi oggetti siano sufficienti a risolvere le difficoltà e che non serva nè una valutazione, nè un successivo percorso di esercizi o cambiare abitudini quotidiane.

Ecco i prodotti che si possono trovare:

  • ovetto vibrante: viene inserito in vagina e una volta acceso vibra a tempo. Durante la vibrazione si deve andare a contrarre il perineo
  • ovetto o sonda con biofeedback: vengono inseriti in vagina e hanno una app che mostra l’intensità e la durata della contrazione. I programmi per gli esercizi sono strutturati: la persona deve contrarre seguendo delle indicazioni sullo schermo, mentre il feedback viene fornito con un effetto visivo, ad esempio, un uccellino che vola quando la persona contrae; oppure è possibile osservare avanzare una forma geometrica che apre e chiude un cancello una volta rilevate le contrazioni o, più semplicemente, si nota saltare una pallina.
  • dispositivi misti che possono vibrare quando la persona contrae per dare un feedback locale o che comunque possono avere la connessione a una app, al fine di semplificare l’esecuzione di un programma prestabilito e mostrare come si contrae il perineo
  • palloncino gonfiabile da inserire in vagina: il palloncino può essere gonfiato in base all’ accoglienza della vagina. Può avere o meno un barometro che aiuta a comprendere quanto si sta stringendo.

Limiti di questi dispositivi:

  • se la persona li acquista e utilizza in autonomia non sa realmente come può stare il suo perineo
  • se la persona non sa rilassare i muscoli (basta anche avere una sola contrattura perchè ci siano difficoltà a rilassare) può peggiorare la situazione del proprio perineo e non solo
  • si tendono a mobilizzare solo i muscoli di cui si ha più consapevolezza, ovvero elevatore dell’ano
  • se la persona non riesce a contrarre per 3-5 secondi e/o ha bisogno di più tempo per rilassare o si stanca dopo 4 contrazioni, i programmi preimpostati non possono essere seguiti da quella persona e questa si potrà sentire a disagio, incompetente, o potrà addirittura peggiorare lo stato di salute dei muscoli, accumulando tensioni nel provare a completare in ogni caso il programma proposto.
  • la persona che non sa rilassare i muscoli spesso non ne è consapevole

Se ci stavate pensando a questi aggeggi, prendete quei soldi che pensavate spendere e metteteli da parte in un salvadanaio per prenotare una valutazione del pavimento pelvico!