2.1 Com’è fatta la clitoride? Clitoride e pene, similitudini


Chi non sa com’è fatta veramente una clitoride, pensa che sia solo quel bottoncino nascosto dal prepuzio, quel cappuccio da cui originano le piccole labbra e nemmeno si immagina che invece è molto di più.

Sotto il prepuzio, infatti, c’è il corpo della clitoride che può misurare da 1,5 a 3 cm e che è ricettivo alle stimolazioni, mentre i bulbi della clitoride partono da sotto il glande e percorrono il vestibolo ai lati dell’ uretra per arrivare all’apertura vaginale.

Questi si possono stimolare sia esternamente che all’entrata vaginale.


Queste indicazioni GPS possono essere davvero utili per quelle clitoridi che non sopportano molto la stimolazione diretta sul glande, talvolta dolorosa.
Inoltre, la clitoride è sostenuta, abbracciata e stimolata anche dai muscoli del pavimento pelvico, e le stimolazioni indirette (da lontano) possono procurarle godimenti inaspettati.

Motivo per cui il piacere ne risente quando il perineo non è in salute, sia che si parli di muscoli con poco tono o viceversa non pronti a rilassarsi.

Tutto questo per dirti che non esiste solo la stimolazione del glande come un disco da dj, anzi, spaziare lungo tutte le sue diramazioni può portare sensazioni esplosive!



Questa è una vera clitoride!

Sì, quello che vedi qui è proprio un reperto autoptico di una clitoride. Ringraziamo innanzitutto le donne che hanno prestato il loro corpo alla scienza e, in particolare, ai medici Di Marino e Lepidi.


Se sei abituata a vederla tutta tonda, fumettosa e colorata, questa ti sembrerà ovviamente poco viva e un po’ gonfia ma decisamente utile a comprendere come è veramente fatta una clitoride.

È un organo complesso di cui non si può dire di aver scoperto tutto perché ci sono pezzi ancora oggi non bene identificabili.

Nella prossima foto, la vedrete anche da dietro, punto da dove si può osservare come le radici e i bulbi non siano pezzi separati (2 bulbi e 2 radici staccati) ma un unico pezzo: un bulbo e una radice che originano dal corpo della clitoride e poi proseguono per arrivare al glande, la parte esterna visibile.


La parte interna cambia molto da donna a donna, in base alla sua anatomia pelvica. E questo incide sulla forma della clitoride: quanto vanno in profondità queste strutture e quindi quanto possono modificarsi le zone interne del piacere femminile.


I bulbi e le radici sono contenuti da alcuni muscoli del pavimento pelvico che le sostengono e le stimolano.

Come si può vedere la separazione con le piccole labbra è parecchio incasinata!
Glande e piccole labbra sono proprio appiccicati: elemento che ci ricorda un’ennesima volta l’importanza delle piccole labbra nella stimolazione indiretta del glande della clitoride!



Lo sai che sfruttiamo solo il 10% della clitoride?

No? Meglio! Perché si tratta di una bufala fatta e finita! Un po’ come quella diceria di fine ‘800 che sosteneva l’utilizzo solo parziale del cervello! Eppure, questa falsa credenza continua a girare come fatto veritiero.

Di vero c’è solo il fatto che abbiamo capito che la clitoride non è solo quel pallino che spunta fuori in mezzo alle labbra.

La parte interna può essere stimolata durante le penetrazioni con dita, oggetti, sex toy e il pene.

Molte donne, già da bambine, si masturbano strusciandosi a oggetti o sfregando le gambe e andando a stimolare sia il glande che tutto il corpo della clitoride.

Grazie ai muscoli del perineo, che sostengono i bulbi e la radice della clitoride, e che si contraggono e si rilassano con i movimenti del bacino avanti e indietro, tutta la clitoride viene stimolata insieme al massaggio che riceve dall’esterno.


Chi non sa che la clitoride è così presente e non la prende in considerazione, come può scoprire dove si trova?

  1. andando in esplorazione durante un momento di auto amore o giocando con il/la partner
  2. cercando di capire con carezze e massaggi dove si sente “diverso”.

Non è detto che queste azioni potranno portare ad un orgasmo, ma potrebbe colorare di più un momento piacevole rendendo quella clitoride e vulvagina più consapevole di tutto il piacere che può provare e raggiungere.



I muscoli della clitoride

Le parti della clitoride interne, radici e bulbi, sono sostenute dai muscoli ischiocavernosi che la ancorano alle ossa del pube e da quelli bulbocavernosi che la sostengono e stimolano ai lati della vagina.

Lo stato di salute di questi muscoli è importantissimo per la salute della clitoride e per il piacere che può sentire.

Se questi muscoli sono poco tonici e deboli, la clitoride non viene stimolata come dovrebbe e potrebbe non arrivare più agli orgasmi.
Se i muscoli sono troppo incazzati, la clitoride potrebbe anche arrivare ad avere dolore, come anche a non riuscire ad arrivare agli orgasmi perché i muscoli non si sanno rilassare.

In entrambi i casi ci possono essere difficoltà a raggiungere gli orgasmi e a provare piacere.

Esercizio

Come immagini la tua clitoride?
Hai mai ascoltato le altre parti della tua clitoride?
Quando la clitoride non è eretta le parti più facili da individuare sono il glande e il corpo (sotto il prepuzio), ma quando è eretta durante l’eccitazione si possono percepire meglio i bulbi e le radici se le vai a cercare ai lati delle ossa pubiche.

Cercala, ascolta come sta, parlaci!
Cerca di immagine come sia dentro, quali spazi occupi e immaginala felice!
Fai un disegno della tua clitoride felice, magari puoi aggiungere le cose che la rendono o la renderebbero più felice.

4.7 Quali sono i tuoi orgasmi fino ad ora?

E tu dove senti un maggior piacere e da dove ti arrivano gli orgasmi?

Puoi usare queste mappe da colorare usando due colori diversi. Uno per segnare quelle zone che ti portano un grande piacere ma non un orgasmo e un colore diverso per quelle che ti regalano un orgasmo.

Puoi anche scrivere quale tipo di stimolazioni ti piacciono di più così da condividere questa mappa del piacere con chi si occupa amorevolmente dei tuoi genitali.
Così come puoi colorarla assieme a questa persona, a volte chi ci stuzzica i genitali conosce meglio la nostra anatomia o i punti esatti che va a toccare!

Scarica qui l’immagine delle Zone Erogene!

Scarica qui l’immagine della sezione delle Zone Erogene!

4.4 Orgasmi esterni

Orgasmo clitorideo

È il più comune ed è procurato dalla stimolazione della clitoride. Regala sensazioni piacevoli e intense che partono dalla clitoride e si irradiano in tutto il corpo della clitoride, vagina e pavimento pelvico. Può essere molto sensibile e richiedere particolari attenzioni. La clitoride si può stimolare sia direttamente sul glande che indirettamente con massaggi o stimolando le sue parti interne.



Orgasmo del punto U – U spot

Scaturisce dalla stimolazione di una piccola zona di tessuto erettile e sensibile che si trova appena sopra e su entrambi i lati dell’apertura uretrale, da dove esce la pipì, per capirci. 
Si trova nella piccola area tra l’uretra e l’apertura vaginale. Se questa regione è dolcemente accarezzata con il dito, la lingua, un sex toys o la punta del pene, c’è una buona risposta. Oltre a sollecitare la parte finale della spugna uretrale e l’uretra, si stimolano anche i primi tratti dei bulbi cavernosi del clitoride. Spesso la stimolazione di questa zona può portare allo Squirting.



Orgasmo della spugna perianale

Anche se mancano disegni nei principali libri di testo, pare che esista una porzione di tessuto erettile nel centro tendineo (perineo, quella zona tra ano e vagina). Potrebbe essere una porzione di tessuto erettile che congiunge i bulbi della clitoride. Fatto sta che diverse donne mi hanno confermato che riescono a raggiungere l’orgasmo con la stimolazione diretta di quest’area.

4.5 Orgasmi interni

Orgasmo vaginale

Inizia con la stimolazione del primo terzo della vagina e rimane concentrato nelle aree pelviche o si diffonde da lì. L’utero, i muscoli pelvici e l’ano possono iniziare a contrarsi nel corso di questo orgasmo. Queste contrazioni sono abbastanza forti e possono spingere fuori tutto ciò che si è usato per stimolare la vagina. Questo tipo di orgasmo richiede più tempo per essere raggiunto ma dipende dalla sensibilità.

Alcune donne riferiscono che necessitano della stimolazione della loro intera vagina per arrivare all’orgasmo, come se servisse loro una specie di stiramento e massaggio della vagina.



Orgasmo / stimolazione del punto G – G spot e Squirting

Parte dal punto G: può rimanerci o esplodere intensamente in tutto il corpo. Questo punto si percepisce diversamente: è spugnoso e frastagliato a differenza del resto della vagina che è più liscia.
Durante l’eccitazione sessuale, la spugna uretrale essendo tessuto erettile si gonfia di sangue e, se stimolate, le ghiandole di skene e le ghiandole parauretrali si riempiono dei loro secreti.

E se la stimolazione è adeguata per quella Zona CUV si arriva allo Squirting o eiaculazione femminile.



Orgasmo del punto A (fornice anteriore) – A spot

Si ottiene con la stimolazione di una zona profonda nella vagina situata sulla parete anteriore e sopra la cervice. È la stessa parete dove si trova il punto G ma il punto A è un po’ più in dentro.
È una zona sensibile all’estremità anteriore interna del canale vaginale, tra la cervice e la vescica. Se dopo un orgasmo il punto A non diventa troppo sensibile, si può facilmente continuare la stimolazione, portando la donna a nuove vette di piacere, questo è uno dei motivi per cui le donne sono in grado di raggiungere orgasmi multipli.
Dovrebbero essere coinvolte ramificazioni del nervo vago e alcuni studi hanno dimostrato come questo orgasmo esista! 



Orgasmo del punto profondo (fornice posteriore) – Deep spot

Si ottiene stimolando una zona situata nella parte più profonda della parete posteriore della vagina. La stimolazione del punto profondo può provocare orgasmi molto intensi. Alcune donne possono sentirsi come se stessero facendo sesso anale. Questa zona non è molto conosciuta e poche donne hanno sperimentato queste sensazioni. È possibile che possa stimolare delle zone del retto che, massaggiate e rilassate, donano grande e intenso piacere.

4.1 Uno, due o mille orgasmi?

L’eterna diatriba: esiste un orgasmo solo o ne esistono due? 
Clitorideo e vaginale?


Qualcuno sostiene che esista un orgasmo unico qualsiasi cosa si vada a stimolare. Qualcun altro che l’orgasmo vaginale equivale a un orgasmo clitorideo e quindi l’orgasmo è di nuovo uno e uno soltanto.
Da quando organizzo incontri sulla sessualità faccio sondaggi sulla tipologia di orgasmi che le donne raggiungono e le risposte sono sorprendenti.

C’è una miriade di punti che, opportunamente stimolati, possono portare la donna all’orgasmo così come ci sono punti che, se attivati assieme ad altri, portano allo stesso obiettivo, un po’ come le mosse di Okuto.

Da un sondaggio realizzato per una ricerca di AISPA (Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata) su 1264 donne, è emerso che:

  • il 92% ha raggiunto almeno una volta l’orgasmo
  • l’84% si è masturbata
  • il 33% circa ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo se masturbata dal/la partner
  • il 51% ha sperimentato orgasmi con la penetrazione senza la stimolazione diretta e simultanea della clitoride
  • il 60% circa ritiene che orgasmo da stimolazione clitoridea e orgasmo da penetrazione siano diversi
  • il 50% delle 500 donne che hanno trovato il loro “punto G” ritiene di aver sentito un piacere diverso
  • il 25% sperimenta orgasmi multipli spesso, mentre il 40% talvolta
  • il 46% ha usato almeno una volta un sex toy nella vita
  • il 52% ha sperimentato un rapporto penetrativo anale (dita, pene, bocca, oggetti)
  • il 53% di 634 donne arriva all’orgasmo con la stimolazione/penetrazione anale e il 58% di loro ha aggiunto la stimolazione di altre parti per arrivarci
  • il 59% delle donne ha finto almeno una volta l’orgasmo e di queste il 67,4% lo ha finto per non deludere il/la partner



E quando gli orgasmi non si fanno vivi?

Si parla di “anorgasmia” quando una persona non ha mai sperimentato un orgasmo e di “anorgasmia situazionale” quando gli orgasmi non si manifestano in determinate situazioni, ad esempio in compagnia.

Prima di addentrarmi nel mondo più scientifico della sessuologia avevo coniato il termine “orgasmi timidi”: era la descrizione che secondo me meglio si addiceva ai miei orgasmi in compagnia.
Da sola non avevo alcun tipo di difficoltà, mentre in compagnia riuscivo a raggiungere l’orgasmo solo in una posizione, l’amazzone.

Gli orgasmi timidi sono bastardi. Sei là che senti che stanno per arrivare e a un certo punto nulla. Scompaiono.

Provi cose diverse. Posizioni. Provi a pensare ad altro, a rilassarti, a respirare, a metterci un vibratore, a cambiare partner, a RI-spiegare come e cosa ti piace. A farlo dopo un bicchiere di vino, dopo una canna, ascoltando musica particolare, provi a non pensarci. Chiedi al primo psi che passa e ti dice che non hai problemi, chiedi al medico e anche lui ti dice che non hai problemi.

Arrivi a sentire che ti manca un pezzo. Arrivi a pensare che ok, pazienza. L’importante è godere di tutto l’insieme.
Sì, importante è godere di tutto ma quel pezzo che manca può logorare dentro, soprattutto quando pensi di averle provate tutte.

Mi sono studiata. Ho studiato le mie “pazienti” e sono giunta alla conclusione che spesso per gli orgasmi timidi serva un team composto da:

  • espert* che controlli il tuo perineo e che sappia ascoltare la clitoride
  • psicosessuolog* che ti aiuti realmente a staccare la testa, così anche i muscoli si potranno rilassare
  • espert* di sex toy, a volte aiutano a fare la differenza e a farti sentire complet*
  • persone che diano importanza a quegli orgasmi timidi e che non dicano soltanto “rilassati”, “forse non ti sei toccat* bene”, “cambia partner”

Il primo passo è conoscere bene te stessa, capire e sapere cosa ti piace e iniziare a cercare di comunicare questo al/la partner. 

So che non è semplice perché spesso la comunicazione è difficile, si parlano due lingue diverse, si pensa che tutto sia ovvio, dovuto, che basti toccare quel bottoncino come se fosse un campanello o stretcharlo come il disco di un DJ.

Se non si ha la possibilità di andare da un* psicosessuolog* e/o fare la valutazione del pavimento pelvico, si può iniziare a sperimentare con il/la proprio/a partner l’uso di “guide” per il piacere, come questo divulvacorso o di sex toy che possono aumentare le stimolazioni e dar via ai primi passi. Se attraverso l’uso di un ausilio si riesce a raggiungere un orgasmo in compagnia, può essere molto gratificante e aiuta a non sentirti più rotta e avere la speranza che tutto si può sbloccare.

Qui trovi un elenco degli orgasmi più frequenti o di cui ho avuto notizia. Non di tutti ho un articolo scientifico, mi bastano le testimonianze delle mie donne. Magari tu puoi averne provati altri e li possiamo aggiungere alla lista!

3.1 La struttura interna dei genitali femminili

Anatomia dei genitali interni

Spesso si tende a chiamare “vagina” tutto il complesso dei genitali femminili quando la vagina è “solo” il canale che collega la vulva all’utero.

Deriva dal latino “vagina” che significava “guaina” o “fodero”, un tempo usato per indicare la custodia dove veniva infilata la spada (ogni allusione è puramente casuale!!) quindi qualcosa di cavo da riempire.
Ma c’è pure chi sostiene che derivi da “vas”, “vuoto”.



Cosa c’è dentro la cavità pelvica?

  • genitali femminili (vulva, clitoride, vagina, utero e ovaie)
  • ano e retto
  • uretra e vescica


Inizio a parlarti di quello che solitamente viene riconosciuto per primo nei disegni di anatomia: l’ano, che è molto più complesso di quel che pensi!
Gli sfinteri anali sono almeno due se contiamo grossolanamente i vari muscoli che formano il sistema sfinterale anale:

1. Esterno, il primo che si trova. È come un piccolo elastico sottile e solitamente sta un po’ aperto (rilassato) e che con uno sfioramento o al bisogno si chiude completamente.
Quindi si chiuderà quando un dito o una lingua ci andrà a sbattere contro, ma nessun problema: basta chiedergli il permesso delicatamente e si aprirà!

2. Interno, più ciccioso e presente.Tende a chiudersi quando qualcosa lo attraversa e serve per tagliare e spingere fuori le feci. Tra questo e l’ampolla rettale, dove si accumulano le feci in attesa di essere evacuate, ci sono sensori che dicono se si sta riempiendo di feci solide, liquide oppure di gas. Per questo una penetrazione anale con dita, sextoy o pene può dare la sensazione di doversi scaricare anche in assenza di feci.

Non esistono differenze anatomiche tra femmina e maschio, a livello degli sfinteri anali e dell’ampolla rettale. 

Tutti gli ani – femminili, maschili, intersex, di lesbiche, gay, bisessuali, asessuali, ecc – hanno terminazioni nervose del nervo pudendo che fanno sentire piacere o dolore.



Perché ci sono queste terminazioni nell’ano?

Quando nasciamo non sappiamo cosa sia defecare, che sia utile per evitare l’accumulo di tossine o per prevenire la stipsi. All’inizio la cosa è molto meccanica, quando l’ampolla rettale è piena, manda messaggi per fare aprire prima lo sfintere anale interno così che poi decidiamo di “rilassare” quello esterno quando siamo nel contesto adeguato (sopra un wc ad esempio).

Per invogliare i neonati a rilassare questo sfintere esterno una volta che l’ampolla rettale è piena, la natura ha piazzato questi recettori del piacere così che quando le feci passano, il neonato sente piacere e quindi se lo ricorderà la volta successiva.

Ad esempio, in altri mammiferi la mamma lecca il perineo dei cuccioli, la sensazione piacevole porta ulteriormente l’ano a rilassarsi così da facilitare la defecazione. 
Quindi il fatto di provare piacere non è legato al tipo di genitali che si hanno (femminili, maschili, misti) o al proprio orientamento sessuale. Ma solo a un bisogno insito nel dover evacuare.

Può essere poco produttivo trarre conclusioni sull’orientamento sessuale in base ai punti dove una persona prova piacere.

3.2 La vagina e gli altri organi interni

Geograficamente la vicina prossima del retto è la vagina, che per quasi tutta la sua lunghezza è appoggiata sopra all’ampolla rettale.

La vagina è un canale, un tubo fibro-muscolare e, come tale, allenabile e comandabile. Ha una misura tra i 7 e i 10 cm circa.  La parete che guarda l’ombelico è solitamente più corta mentre quella adiacente al retto è più lunga e presenta una specie di fossetta, uno spazio che con l’eccitazione tende ad allargarsi per accogliere il pene e lo sperma in previsione del concepimento.

La vagina se non “usata” resta chiusa per ridurre l’apertura ed evitare un sovraccarico al pavimento pelvico. Se restasse sempre aperta sarebbe più faticoso per i muscoli sostenere il peso degli organi pelvici e addominali e il corretto funzionamento degli sfinteri.
Per questo la vagina si richiude creando delle pieghe e al tatto sembra corrugata. Questa sua caratteristica la rende accogliente, sia alla nascita di un bambino che all’ingresso di peni o sextoys di varie dimensioni.

Nella prima parte, oltre alle pieghe, si presenta rugosa al tatto, e sulla parete che guarda il monte di Venere si può percepire una zona che protrude ed è più dura e zigrinata. Questa zona può rispondere alle stimolazioni gonfiandosi e/o irrigidendosi. 
Nella parte più profonda, le pareti vaginali diventano più lisce e uniformi.

Essendo fatta di muscolo e fibre può essere allenata, sia a restare tonica che ad essere elastica, e se non viene stimolata tende a perdere elasticità. Per questo una donna che non ha rapporti frequenti o non si masturba con sextoys penetrandosi, potrà avere difficoltà o dolore e anche una minor lubrificazione, proprio per la perdita di elasticità.

La vagina si forma in un modo buffo, i due terzi superiori più vicini all’utero nascono dalla fusione dei dotti di Wolff, mentre la parte più esterna origina dal seno urogenitale. 
I dotti di Wolff sono due, formano le tube e poi fondendosi formano l’utero e la vagina. Se nel processo di fusione qualcosa va storto si creano malformazioni, come l’utero bicorne, setto e doppie vagine.

Grazie a questa doppia origine, la vagina ha diverse sensibilità.
Nella parte più esterna la vagina è innervata dal sistema nervoso periferico “somatico” che si occupa dei muscoli “volontari” ed ha una maggiore sensibilità molto accurata, precisa e localizzata.

La parte più interna invece è innervata dal sistema periferico “viscerale” che regola la muscolatura liscia e le sensazioni sono più imprecise, diffuse e poco localizzabili.

Per questo la vagina sente in modo diverso in base alla profondità dello stimolo: le vibrazioni di un sextoys all’entrata vaginale sono più piacevoli mentre nella parte più interna fanno poco o nulla, dove invece hanno più successo le stimolazioni più grossolane, come i massaggi e le pressioni meglio se localizzate nei punti hot. 

Anche per questo i vibratori pensati per la penetrazione hanno la vibrazione concentrata in basso, ovvero quella parte che va a contatto con l’entrata vaginale, e se ben studiati, la parte ideata per andare a stimolare in profondità ha forme specifiche in base al massaggio che si vuole ottenere.

Ragione per cui si dice che le dimensioni del pene in lunghezza non contano: uno di 20 cm potrebbe anche essere fastidioso per molte, mentre un diametro interessante può stimolare bene tutta la superficie della prima parte della vagina.
Ovviamente la questione delle dimensioni è tutta soggettiva e può cambiare da vagina a vagina. Non esistono regole sulle dimensioni se non le proprie preferenze.

La vagina è un canale chiuso in fondo, nulla può andare a perdersi e finire dentro l’addome!
Anche se talvolta può essere difficile recuperare un tampone o una coppetta se finiscono in fondo, non c’è nulla che un po’ di pazienza e respiri rilassanti non possano risolvere e recuperare.

In fondo alla vagina, in mezzo alla cupola vaginale, si trova la cervice o collo dell’utero. Questa ha una consistenza e un aspetto molto diversi dal resto della vagina. Ha la forma di un cilindretto rigido con un buchino che guarda in vagina. Può guardare verso il retto se l’utero è antiverso o guardare in avanti se l’utero è retroflesso. Dovrebbe essere mobile e non far male se la si sposta.

La puoi individuare mettendoti accovacciata o sul bidet in modo che si avvicini all’uscita. Assomiglia un po’ ai pomodori di mare. 


La cervice è un tutt’uno con il corpo dell’utero, quindi si orienta in base a com’è orientato quest’ultimo.

Se per caso ci fosse un utero non centrale, la cervice potrebbe non essere proprio al centro ma spostata di lato o essere centrale ma guardare storta a destra o a sinistra. Se fosse così indicherebbe che l’utero non è centrale ma è tirato da un lato o dall’altro. Causa di questo potrebbe essere un bacino asimmetrico o delle contratture asimmetriche del pavimento pelvico.

Se la cervice è poco mobile o senti male a spostarla, significa che è “bloccata” da contratture delle fasce e legamenti che la tengono in posizione. Questo è una delle principali origini dei dolori che si avvertono con le penetrazioni a pecorina, con le ginocchia al petto ed altre varianti che permettono una maggiore profondità della penetrazione.


L’utero è piccolo anche se a volte le sensazioni che dà lo fanno percepire come enorme.
In media sono circa 7 cm per 3-4 cm. Una piccola pera!

È una specie di sacchetto composto da:

  • miometrio, un muscolo  
  • endometrio, una mucosa particolare che più o meno una volta al mese si sfalda e viene eliminata con il flusso mestruale.

L’utero inizia dove finisce la cervice (che può anche arrivare a misurare 5 cm) e la parte centrale si chiama corpo uterino, mentre la parte finale, il culo della pera, si chiama fondo uterino. Non ha proprio una cavità al suo interno, è come se fosse schiacciato. L’utero ha due “corna” che sarebbero le tube di Falloppio o le salpingi. Queste sono dei tubicini che vanno a comunicare con le ovaie attraverso le fimbrie, da immaginare un po’ come delle manine tentacolose che abbracciano le ovaie.
Praticamente le fimbrie si muovono sulla superficie dell’ovaio alla ricerca del punto dove ci sarà l’ovulazione, quindi accolgono l’ovulo che poi farà tutto il suo percorso.

L’utero è un organo mobile, per la precisione, è un organo che deve potersi muovere ma anche restare in posizione, quindi servono degli “attracchi” elastici.
Si muove un po’ con le mestruazioni, quando c’è l’eccitazione si sposta per far spazio alla crescita della vagina (la parte che si ingrandisce e prende il nome di piattaforma orgasmica) e ovviamente con la gravidanza.

Principalmente l’utero è mantenuto in posizione dai legamenti utero-sacrali che lo tengono allineato con il sacro, con i legamenti rotondi uterini che sono delle specie di antennine che partono dal fondo uterino, attraversano i vari strati dei muscoli addominali e una volta usciti vanno a radicarsi sui muscoli del pube e si ramificano sotto le grandi labbra. 


Le ovaie sono piccole piccole, a forma di mandorla con misure di circa 1,5 cm x 2-3 cm.
Sono mobili e possono cambiare posizione per finire sotto l’utero, sotto il retto o sotto qualcosa d’altro. Nei tessuti ovarici, dentro i follicoli (sacchettini la cui parete è responsabile della produzione degli ormoni), maturano gli ovuli.

Si pensa che le ovaie possano fare male, in realtà non hanno recettori per il dolore. Può dolere la zona intorno se il peritoneo, fosse iliache e/o scavo del Douglas, si infiammano con il liquido che viene rilasciato con lo scoppio del follicolo con l’ovulazione, o più facilmente i muscoli Psoas e amici che passano di là, proprio vicino alle fosse iliache.

Andando più avanti ancora, troviamo il sistema urinario composto a grandi linee da uretra e vescica, almeno le parti di esso che si trovano nella cavità pelvica (dentro la pelvi).


La vescica è un sacchettino molto elastico composto da muscoli “lisci”, ovvero che fanno tutto in autonomia seguendo gli stimoli del sistema nervoso simpatico e parasimpatico, che, rilassando i muscoli permette all’urina di riempirla e quando si deve svuotare questi muscoli si contraggono da soli per svuotarla.

Per questo non si dovrebbe spingere per urinare: perché lo stesso stimolo nervoso che fa contrarre la vescica, prima ha stimolato lo sfintere a rilassarsi e ad aprirsi. 

Se si va a spingere, aumentando la pressione addominale, è probabile che vada a spingere sullo sfintere chiuso e non è molto salutare. Come non è salutare spingere a fine minzione. Insomma, non si dovrebbe spingere mai!

La pipì esce dalla vescica attraverso l’uretra, un tubicino lungo circa 3-5 cm che quando non serve resta schiacciato su se stesso. Si tende a chiamare “uretra” tutto quello che sta intorno a questo tubicino, ma le strutture presenti sono diverse.



Ci sono i due sfinteri uretrali: 

1. Automatico e autonomo, che sta all’uscita della vescica, solitamente sta chiuso fino a che la vescica non avverte il primo segnale di “sono piena”.

2. Uretrale, che anatomicamente sarebbe da scomporre in più pezzi anche associandoci alcuni muscoli del perineo utili a mantenere la continenza, come i muscoli compressori dell’uretra e il muscolo pubo vaginale.

Descrivendolo semplicemente, lo sfintere uretrale è come se fosse un manicotto di muscolo che avvolge l’uretra, un po’ come un tubino nero ben attillato, che interagisce con gli altri muscoli per garantire la continenza urinaria.

Tra uretra e sfintere-manicotto c’è uno strato sottile di tessuto erettile, il plesso venoso di Kobelt: per gli amici “spugna uretrale”. Questo tessuto erettile ricorda il corpo spongioso del pene che con l’eccitazione si gonfia e protegge l’uretra ma anche consente a questa di restare pervia per la fuoriuscita dello sperma. Nella donna ancora non si sa bene se oltre al piacere dato dalla sua stimolazione tattile, serva solo come protezione e a mantenere l’uretra aperta o chiusa. 

Si pensa che dentro lo strato spugnoso alloggino le ghiandole di Skene (prostata femminile o ghiandole uretrali e parauretrali). Non si sa ancora a cosa serva questo residuo prostatico nella donna. Da analisi di alcuni secreti della eiaculazione femminile si è visto che può contenere PSA (antigene antiprostatico) e anche per degli studi su cellule cancerose di questa ghiandola, è emerso come il tipo cellulare sia lo stesso del cancro prostatico maschile.

È possibile che il suo secreto contribuisca alla lubrificazione vaginale, durante l’orgasmo, o forse coinvolto solo nella fase di eiaculazione femminile. Ma nulla è ancora dimostrato con certezza!
Ancora una volta i disegni che ci mostrano ovunque non sono proprio veritieri!

L’uretra viene di solito disegnata circa 1 cm sopra l’apertura vaginale, invece si trova molto più sopra, tanto che per questo, secondo me, che alcune donne pensano che l’urina esca dalla vagina.

L’uretra è come se fosse dentro la corona dell’imene. L’imene viene descritto spesso come una membrana, questa parola però ha contribuito a far pensare che l’imene sia una barriera e unito al mito della verginità, del dolore e del sanguinamento, ci ha messe in una brutta posizione.

Pensiamo che sia una specie di sigillo di garanzia che al primo utilizzo con un pene si spacchi e procuri grandi dolori e sanguinamenti.


Che cos’è realmente l’Imene?

È un anello fatto di ciccette di mucosa che circonda la vagina, un po’ come un obiettivo di macchina fotografica.

Pochi o pochissimi sono quelli che veramente si rompono o non riescono a rompersi.

Dicono che ancora non si sappia a cosa serva, ma più li guardo durante le visite più mi convinco che questo bocciolo che trovo chiuso quando apro le piccole labbra, serva proprio a proteggere la vagina per evitare che entri roba, d’altronde un tempo non esistevano i vestiti.

3.3 Il pavimento pelvico

Ogni volta che leggo “il muscolo del pavimento pelvico”, devo respirare profondamento e fare “ohmmm”:  il pavimento pelvico NON è un muscolo!
Non uno solo, voglio dire!

È formato da tanti muscoli, fasce e tendini che insieme formano ed è anche chiamato “diaframma pelvico”, dove diaframma sta per “elemento di separazione costituito da una superficie”.

Questo “diaframma” spesso viene anche detto amaca per la sua forma e per la sua funzione di sostegno al nostro peso o, almeno, a tutto quello che sta sopra di lui.


Per provare a spiegarlo meglio è stato suddiviso in tre strati o livelli, anche tenendo conto dell’orientamento delle fibre muscolari:

1. LIVELLO PIÙ INTERNO

È formato da vari muscoli che abbracciano il retto, la vagina e arrivano fino all’uretra (il tubicino da cui esce la pipì) e prende il nome generico di elevatore dell’ano. 
È quello di cui noi donne siamo maggiormente consapevoli: lo attiviamo quando vogliamo trattenere la pipì (o in alcuni casi anche fermare il getto, azione non sana se ripetuta spesso) e lo rilassiamo quando dobbiamo scaricare (sia urine che feci). È anche quello che contraiamo e rilasciamo durante gli esercizi di Kegel. (mi raccomando non fateli a caso che ormai sono superati!)

2. LIVELLO INTERMEDIO

È chiamato anche trigono urogenitale perché include l’apertura vaginale e lo sfintere dell’uretra, spesso chiamato anche muscolo trasverso probabilmente per il fatto che alcune sue componenti muscolari sono “di traverso” rispetto ad altre del livello profondo.
Qui si trovano i muscoli compressori dell’uretra, lo sfintere uretrovaginale e il muscolo trasverso profondo, che non ha la forma di un triangolo come pensano in molti ma è una strisciolina che connette le spine ischiatiche al centro tendineo, e sta sotto il trasverso superficiale. Da alcuni studi recenti pare che non ci sia differenza tra i due muscoli trasversi perineali.

3. LIVELLO ESTERNO

È formato dai muscoli intorno alla vagina e al retto e dagli sfinteri anali e di solito è disegnato come un 8: peccato che non assomigli per nulla a un 8!
Uno di questi muscoli, il bulvocavernoso, contiene al suo interno i bulbi della clitoride e la sua tonicità è collegata alla stimolazione della parte interna della clitoride.

6.2 Stimolare la vulva con le mani

Ecco alcuni suggerimenti da mettere in pratica:

  • Il monte di Venere – il cuscinetto sopra il pube dove di solito crescono i peli pubici – solitamente è poco considerato! Massaggiarlo porta una stimolazione indiretta di tutta la clitoride, interna ed esterna: ci puoi appoggiare sopra la mano e, senza spostarla, muoverla disegnando dei cerchi, puoi tenderlo leggermente verso l’ombelico o stimolarlo più intensamente con una pressione verso l’alto, questo crea una tensione a livello delle piccole e grandi labbra ed espone di più il glande del clitoride.
  • Le grandi e piccole labbra – queste ultime sono il corrispettivo femminile dello scroto – sono sensibili e ricche di terminazioni, puoi accarezzarle, stiracchiarle o pizzicarle. E non dimenticare che alla base delle piccole labbra si trovano i bulbi della clitoride.
  • Tra la vagina e l’ano c’è una zona speciale, il perineo, sotto cui si cela la spugna perianale, che – se ben accarezzata – può procurare un grande piacere ed alcune donne raggiungono orgasmi anche con la stimolazione di questa zona.
  • All’ano arrivi proseguendo verso le natiche: puoi stimolarlo esternamente con piccoli massaggi o più profondamente, inserendo il polpastrello fino a tutto il dito e facendo sempre attenzione che ci sia sempre una corretta lubrificazione presa dalla vagina o indotta con un lubrificante.
  • Ben nascosto o in piena vista – dipende dalla propria anatomia e dal grado di eccitazione – appena sotto il monte di Venere e nel punto in cui originano le piccole labbra, c’è il glande del clitoride.
    Così come il glande del pene, anche questo è molto sensibile ed è protetto dal prepuzio. Sul tipo di stimolazioni da dedicargli durante la masturbazione si potrebbe scrivere un libro! Un approccio diretto e vigoroso spesso porta a una iper-stimolazione che potrebbe diventare fastidiosa, meglio iniziare con lentezza e arrivando da lontano anche perché non sempre si sa come potrebbe essere quel clitoride. Ad alcuni glandi di clitoride piace un tocco più deciso, mentre altri preferiscono un tocco delicato o laterale, non diretto. È bene che il glande clitorideo sia lubrificato, altrimenti potrebbe diventare troppo sensibile, dolere o causare bruciore.
  • Una volta che si è entrati in confidenza e che il clitoride dà il via libera, si possono fare varie cose. Accarezzarlo circumnavigandolo, strizzarlo se lo si gradisce, giocare con il prepuzio, far finta di essere un DJ con un disco da mixare alternando corse corte concentrate a delle altre più lunghe che arrivino fino all’entrata vaginale, titillarlo come se fosse un pulsantino e tutto quello che vi viene in mente e che non sia eccessivo per quel clitoride.
  • Nella parte inferiore del glande della clitoride si può percepire una specie di piccola buchetta e un piccolo punto un po’ nodoso: è il frenulo del glande e così come per gli uomini anche per la donna è molto sensibile e piacevole. Puoi toccarlo con entrambe le mani: una può occuparsi della clitoride mentre l’altra può massaggiare il monte di Venere o andare a esplorare altri lidi.

    Molte donne trovano piacevole la doppia stimolazione o la tripla stimolazione:   
    – clitoride + vagina
    – clitoride + vagina + ano
  • Si è soliti pensare che in vagina ci possano andare solo le dita indice e medio, ma il pollice?
    Se si inserisce il pollice in vagina, che ha anche un diametro maggiore, l’indice può andare a stimolare l’ano!

6.5 Come stimolare la clitoride durante i rapporti penetrativi con pene o dildo

Le C vibranti

Al momento ho solo due vibratori a forma di C. La C può essere divisa in due rami: uno più piccolo che viene inserito dentro (non sempre vibra) e uno più grande e vibrante che si appoggia sul glande della clitoride. Questo vibratore va a stimolare il glande del clitoride e può rendere più facile il raggiungimento dell’orgasmo in quelle donne che sentono il bisogno di una ulteriore stimolazione oltre alla penetrazione, ma vogliono restare con le mani libere. Alcuni hanno telecomando, altri hanno anche controllo con bluetooth.



Vibratori sottili per clitoridi

L’effetto della C vibrante può essere sostituito con un piccolo vibratore che abbia la forma adatta per ingombrare il meno possibile ma dare le giuste stimolazioni. Quando sono piccoli e schiacciati si possono mettere tra il clitoride e il pube maschile nella posizione amazzone o nelle varie varianti del missionario, altrimenti usati con una mano nelle altre posizioni. 



Masturbatore speciale per coppie

Questo vibratore è – credo – ancora unico nel suo genere. Nasce come masturbatore per uomo e al modello “Duo” è stato aggiunto un motore ulteriore per andare a stimolare con le sue forme e vibrazioni la vulva e il clitoride della donna. Trovo che sia uno dei giochi più fighi mai inventati!
Ha la forma a cilindro aperto, nella parte con più spessore sono presenti i motori. Uno oscillante pensato per stimolare il glande, il frenulo e la “monetina” del pene e l’altro con una vibrazione diversa più intensa per stimolare il clitoride della donna. Può essere usato sia con il pene eretto, flaccido o barzotto, come si suol dire in toscana.

Non è un tubo di gomma da stantuffare come i soliti masturbatori, ma un cilindro semi aperto che scorre sul pene. Può essere usato quando la donna ha difficoltà con la penetrazione e gradisce solo una stimolazione esterna, quando l’uomo ha difficoltà di erezione o durata. Questo gioco mette in contatto la coppia! Soprattutto quando stanno affrontando un percorso per trovare una felice soluzione ai mancati incroci.

L’uomo può stare sdraiato pancia sopra, sistema il masturbatore in modo che possa sia stare in buon equilibrio ma anche scorrere lungo il pene (la parte aperta guarderà il pube dell’uomo), e la donna si sistema nella posizione della amazzone (cavalcata o smorza candela) e muovendosi con il ritmo e le modalità preferite, stimola la vulva e il glande della clitoride.

È un gioco che non piace a tutti per il semplice fatto che devono piacere le vibrazioni. Alcuni uomini ci impazziscono, altri sono indifferenti ed altri ancora possono provare disagio.



Cockring o anelli penico

Questi sextoy hanno solitamente una forma ad anello e possono avere più funzioni. L’anello può stringere il pene e quindi trattenere il sangue e aumentare leggermente le misure in diametro e lunghezza (non si parla di cm ma qualche millimetro), questo stesso effetto può rendere il pene meno sensibile e quindi aumentare la resistenza.

Un pene che sente meno, arriverà all’orgasmo più lentamente. Ad alcuni uomini piacciono anche per il peso che possono far sentire e per la sensazione di costrizione. In base al diametro possono essere indossati sull’asta del pene o intorno ai testicoli, o entrambi. Alcuni anelli sono regolabili, altri sono elastici, altri sono rigidi (legno, metallo, plastiche rigide).

A questa categoria appartengono gli anelli vibranti. Sono muniti di un piccolo vibratore che dovrebbe andare a stimolare il glande della clitoride. Quelli che effettivamente funzionano sono quelli dove il motore vibrante è su una linguetta lunga e non adosso all’anello. La linguetta può essere anche rivolta verso i testicoli così da stimolarli.