4.1 La stimolazione con pene o dildo

Cambiando le curve del pene o del sextoy, cambiando il suo orientamento (tra un missionario e una pecorina c’è molta differenza!) e la sua inclinazione potranno cambiare molte cose.

Per le vagine che apprezzano i peni o i dildo e ci giocano, in base alla posizione assunta da entrambi i partner, si possono andare a stimolare zone diverse. Essendoci vagine e peni/dildo diversi non posso garantire che con una determinata posizione si otterrà una super mega stimolazione ma posso suggerirti alcune posizioni che facilitano alcune stimolazioni dei punti interni.
Ad esempio cambia molto se il corpo con il pene o lo strapon nella posizione missionario sta sdraiato sopra la donna oppure se sta in ginocchio.

Altri piccoli grandi cambiamenti si possono avere ruotando il bacino, quindi allineandosi o andando in contrasto con il pene o sextoy che penetra.

Il pene:

  • Può entrare diritto e via, stimolare giusto l’entrata vaginale e tutta la vagina.
  • Può essere inclinato e puntare verso il punto G, ad esempio con una amazzone, con lei all’indietro o amazzone rigirata, a pecorina in tutte le sue variabili, missionario modificato con lei con le gambe al petto o su, lui in ginocchio senza muovere molto il suo asse.

In base alla posizione, tra i due partner ci può essere più o meno stimolazione, profondità e libertà di movimento.

Tra le posizioni che stimolano di più la vagina, ti invito a muovere schiena e bacino mentre il/la tuo/a partner potrebbe inclinarsi e/o muovere il bacino in base a come e dove stai tu.

5.1 Quali usare?

Tra questi ce ne sono di vari tipi e a volte alcuni che vengono spacciati per potentissimi stimolatori di tutti i punti G e poi invece una si ritrova a non sentire nulla.
Ci sono quelli con una curva che va a stimolare tutta la parete anteriore quindi “ndo coio coio” e il punto G non scappa, e quelli che bisogna già sapere dove sta il proprio punto e quindi se una non sa possono essere poco utili.

Per sperimentare suggerisco quindi quelli “generici” con una bella curva che possa abbracciare tutta la parete vaginale anteriore (si chiama così).

Quelli più lunghi e curvi possono essere usati per stimolare il punto A e il punto profondo che si trovano proprio in fondo alla vagina rispettivamente sopra e sotto la cervice.


Per unire un effetto wow si possono usare i vibratori “ciucciaclitoridi” che con le vibrazioni particolari attivano meno i muscoli della clitoride ma si la clitoride, così squirtare potrebbe risultare più facile!

Esercizio


Vai alla ricerca del tuo punto G!
Prova in posizioni come accovacciata o sul bidet, inserendo uno o due dita in vagina con il polpastrello che guardi verso il soffitto della vagina. Percorri tutto il soffitto facendo delle pressioni, movimenti circolari piccoli. La zona cuv può essere piccola quanto un cecio, a volte si sente un po’ un affossamento, a volte è in corrispondenza della “pagnottella”, a volte è molto più profonda.


Come capisci se l’hai trovata?

Semplice, si sente qualcosa di diverso dal tessuto vaginale che sta intorno. Non è detto che sia piacere, non sempre è il bisogno di urinare anche perchè se vai molto in fondo lo stimolo può farsi vivo perchè premi sulla vescica. È difficile spiegare a parole ma quando lo trovi lo senti: è diverso! Le zone cuv possono anche trovarsi molto in profondità e tu avere delle dita che non ci arrivano e in questi casi può essere utile la mano di un’altra persona o un sextoy con le curve giuste.

Una volta trovato questo punto puoi provare vari tipi di stimolazioni ricordandoti che è una zona con innervazione viscerale e la sola vibrazione ferma non darà molti risultati, serve impatto, serve pressione, serve un massaggio!

3.1 Sperimentiamo!

Può arrivare da solo o accompagnato da un orgasmo così come può aver bisogno di arrivare sempre nel momento dell’orgasmo ma può anche capitare che avvenga con il primo orgasmo e non con i successivi.

Può essere provocato dalla stimolazione:

  • del glande del clitoride esternamente
  • dei bulbi del clitoride con la penetrazione (di un pene, di un oggetto, di dita, di mani intere)
  • del punto G da solo o in associazione ad altri punti
  • del punto A, e/o punto profondo e/o cervice in associazione ad altri punti
  • del punto PS (spugna perianale) in associazione ad altri punti

Una delle maniere che più possono avvicinare, è iniziare trovando quel punto o meglio la zona CUV.



Esplorando il soffitto della vagina, percorrendo l’uretra quindi, tastando con un po’ di pressione, puoi raggiungere quella zona che sente in maniera diversa. Puoi avere subito una sensazione di piacere, provare qualcosa di diverso/intenso o il bisogno non reale di dover svuotare la vescica.

In base alla lunghezza delle tue dita o al punto dove si trova la zona CUV potrà accadere che alcune non riescano ad arrivarci: per questo puoi aiutarti con i sextoy dotati di curve ad hoc che possono raggiungere e stimolare tutta la superficie della parete anteriore della vescica (soffitto).

Una volta trovato il punto basterà individuare la modalità di stimolazione che più ti soddisfa.
Non è una zona sensibile alle delicatezze, quindi dei tocchi più intensi dovrebbero andare bene e farti sentire qualcosa. C’è chi apprezza giusto il tocco, chi un “vai e vieni” e chi preferisce un tocco ripetuto, a mò di “picchio” sull’albero.


Uno dei barbatrucchi per riuscire a lasciarti andare, o meglio lasciare andare il perineo è di non contrarre i muscoli del pavimento pelvico.
La “cannella” della vescica è composta dallo sfintere uretrale che per la nostra continenza tende a chiudersi se contraiamo i muscoli del perineo;
e tendiamo a contrarre i muscoli del perineo quando vogliamo aumentare il piacere della clitoride. Lo stratagemma di aumentare il piacere va contro il lasciarsi andare.



Cosa si può provare a fare?

  • Se sei sola, puoi usare più sextoy insieme: uno con le curve giuste e liscio così non va a stimolare le pareti vaginali né i muscoli bulbocavernosi che sostengono la clitoride + un “succhiaclitoride” che emette oscillazioni particolari in grado di attivare il meno possibile i muscoli clitoridei
  • Se sei in compagnia, trova delle dita che non si stanchino e che riescono a mantenere il ritmo che ti piace (in alternativa fagli impugnare un dildo con la curva perfetta) e fai la stella marina: ovvero stai ferma, non pensare a nulla (fosse facile!!!) e lascia tutto il comando al/la partner

​​​​​Paura di sporcare? Sperimenta in bagno, per terra usando cuscini, sul letto con ceratine o asciugamani.

Ti puoi bloccare, dopo aver rotto il ghiaccio? 
Temo che non esistano metodi per chiudere il rubinetto una volta che il corpo si lascia andare al piacere. Quindi dovrai optare per avere sempre protezioni se non vuoi allagare i posti dove hai rapporti oppure tornare all’opzione “divano incellofanato della nonna”, è un must!

1.1 Lo squirting e l’eiaculazione femminile

Una delle domande ricorrenti quando si parla di GPS della vulvagina è: “Ma il punto G esiste?”:
Il “punto G” come descritto da Grafenberg non esiste, esiste però la cosiddetta ZONA CUV: C sta per clitoride, U per uretrale e V per vaginale.  Come dire, quindi, che non è un punto ma una zona composta da più strutture.

La clitoride può formare il punto G ma non è obbligatorio. Ci sono alcuni punti G molto profondi estranei al corpo clitorideo, cioè la parte del clitoride che cavalca l’uretra. 
La parte uretrale comprende: il plesso venoso dell’uretra, le ghiandole di Skene, l’uretra e lo sfintere uretrale.

Della vagina non si è capito bene quale parte sia coinvolta. Se la “plafoniera”, cioè quella piccola protuberanza che si trova sul soffitto della vagina e che, se stimolata, si può inturgidire e a volte porta anche piacere o una parte più profonda dove sono coinvolte diramazioni del nervo vago.

Quello che è certo è che non esiste una coordinata precisa e in alcune donne può trovarsi più in profondità e in altre in prossimità.


Altra domanda diffusa è: “Ce l’hanno tutte?”.
Secondo me, tutte abbiamo le strutture anatomiche ma solo le donne che spengono il cervello, attivano l’ascolto di sé e non hanno disfunzioni del perineo, riescono a individuare dove si trova e a lasciarsi andare ad un orgasmo diverso o alla eiaculazione femminile o squirting.

Per trovare questa zona si deve quindi esplorare e le sensazioni che si possono provare sono sorprendenti come lo stimolo a urinare o un piacere tanto intenso che può essere tanto fastidioso quanto piacevole

Non è essenziale trovarlo, ma divertirsi a cercarlo sì!

Cito testualmente da “The clitoral complex: A dynamic sonographic study”:

“Come è ben noto durante l’atto sessuale si manifestano le contrazioni perineali, chiedendo alla signora di contrarre volontariamente il pavimento pelvico, era facile vedere il corpo cavernoso del clitoride muoversi verso il basso contro il marcatore di metallo posizionato nel punto che designava il Punto G. Quindi, in determinate condizioni (contrazione vaginale e perineale), l’ecografia ha mostrato che esiste una superficie di contatto tra il clitoride interno e la vagina (manca qualcosa=) che viene descritta come il punto G. Facendo un passo indietro, riprendendo in mano le tavole anatomiche, ci sono infatti le fibre muscolari che fissano i piccoli muscoli che circondano la clitoride ai muscoli del pavimento pelvico: se si contrae il perineo, il clitoride lo segue. Più la contrazione dei muscoli del perineo è maggiore, più il clitoride interno scende sulla zona chiamata il punto G”.



Che cos’è lo squirting?

Per squirting/eiaculazione femminile si intende la fuoriuscita del liquido dall’uretra e dalle ghiandole parauretrali o di Skene, associato ad un precedente rigonfiamento della zona clitoro-uretro-vaginale, di un aumento della sensazione di calore e del bisogno di “liberarsi” lasciando andare e non contraendo come avviene per un orgasmo.

Spesso la sensazione che si avverte durante la stimolazione è quella di dover andare a svuotare la vescica anche se appena svuotata, una sensazione intensa come se la zona si stesse gonfiando e riempiendo, un qualcosa di diverso rispetto a quello che si sente con la stimolazione di una delle parti della clitoride.


Alcuni studi, anche se su un numero davvero basso di donne – uno lo fa su 7 e altri solo su 1 donna – hanno messo in evidenza che ci sono due tipi di liquidi e in base a questo hanno dato un nome diverso al fenomeno:

  • eiaculazione femminile: quando il liquido che fuoriesce è di minor quantità e contiene il PSA (antigene antiprostatico) prodotto dalla ghiandola di Skene, la prostata femminile
  • gushing o squirting quando il liquido è di maggiori quantità ed è costituito da una urina molto diluita (gush: zampillo – squirt: spruzzo, schizzo)



Origine del liquido

  • solamente dalle ghiandole di Skene (o parauretrali) e dalle ghiandole uretrali, ma non ne contengono molto e talvolta si può avere la sensazione di aver emesso qualcosa ma le poche gocce non sono così evidenti, sensazione accompagnata da quel calore che si propaga e dall’aver lasciato andare con successiva sensazione di benessere
  • dalla vescica che si riempie con la stimolazione e quindi è praticamente acqua, ma talvolta può contenere tracce di “vera urina”
  • mix tra liquido delle ghiandole e finta urina

Che sia vera “eiaculazione femminile” o squirting /gushing, che il liquido provenga dalle ghiandole o dalla vescica, una donna non ha bisogno di conferme o analisi.
Sa quello che sente durante la stimolazione della zona clitoro-uretro-vaginale e durante il “fenomeno” come lo chiamano in alcuni studi.

E quello che sente non cambia in base alla chimica del liquido che esce.
C’è chi dice che lo squirting sia solo incontinenza coitale, ovvero perdita di urina durante il coito.
Per fortuna uno studio ha smentito questa teoria.

2.1 Com’è fatta la zona CUV

La zona Cuv chiamata ancora Punto G

“Ma il punto G esiste?”

Questa è una delle domande più frequenti quando si parla di GPS della vulvagina.
Il “punto G” come descritto da Grafenberg non esiste.

Ma esiste quello che si chiama ZONA CUV
per clitoro
U per uretro
V per vaginale

Quindi zona clitoro-uretro-vaginale.


Il punto G, o meglio la zona clitoro-uretro-vaginale o clito-uretro-vaginale, come piace di più a me, è più una zona che non un punto minuscolo che potrebbe far intendere che sia difficile da trovare.
Discusso da molto e da molti, c’è chi ancora pensa che non esista e che nemmeno lo squirting esista.

Dei francesi hanno dimostrato come il “punto G” individuato da Grafenberg sia più che altro una zona costituita da:

  • Uretra, o meglio dalla spugna uretrale che la avvolge, conosciuta anche come corpo spongioso dell’uretra (nome che prende nell’uomo) o spugna periuretrale.
  • Dalle ghiandole di Skene (o parauretrali) e dalle ghiandole uretrali che si dovrebbero trovare intorno all’uretra, i cui dotti sfociano sia dentro l’uretra che ai lati della apertura uretrale nel meato urinario.
  • Il corpo del clitoride, pare che ecograficamente, durante l’eccitazione se la donna attiva il proprio pavimento pelvico, questo possa anche entrare in profondità.
  • Una zona “corrugata” sulla parete vaginale che guarda verso il monte di Venere, a quanto pare, hanno proprio isolato un malloppo di tessuto diverso dal resto e che potrebbe avere “proprietà magiche”, giusto per sdrammatizzare. Io per semplicità la chiamo pagnottella sul soffitto della vagina o plafoniera.



Le ghiandole di Skene

Si, anche le donne hanno la prostata!

Ha più nomi, da ghiandole uretrali e parauretrali, ghiandole di Skene e ultimamente anche prostata femminile.
Piano piano ci sono sempre più studi anche se ancora pochi.
Questa immagine è una sua riproduzione, ha una forma a corallo (quella verde) e avvolge l’uretra (quella color marroncino chiaro).


Non è un punto, ma una zona formata da più strutture, ma per semplicità qua continuerò a chiamarla “Punto G”.
La clitoride può formare il punto G ma non è obbligatorio. Ci sono alcuni punti G molto profondi che non coinvolgono il corpo della clitoride (che sarebbe la parte del clitoride che cavalca l’uretra). La parte uretrale
comprende il plesso venoso della uretra, le ghiandole di Skene, uretra e sfintere uretrale.
Della vagina non si è capito bene quale parte sia coinvolta. Se la “plafoniera”, ovvero quella piccola protuberanza che si trova sul soffitto della vagina e che se stimolata si può inturgidire e a volte porta anche piacere, o una parte più profonda dove sono coinvolte diramazioni del nervo vago.

Quello che è sicuro è che non esiste una coordinata precisa e in alcune donne può trovarsi più in profondità e in altre in prossimità.



“Ce l’hanno tutte?”

Il mio punto di vista è che tutte abbiamo le strutture anatomiche, ma solo le donne che:

  • spengono il cervello,
  • attivano l’ascolto di sé,
  • non abbiano disfunzioni del perineo (in questo frangente l’ipertono può disturbare di più).

Una volta individuato dove si trova, riescono magari a lasciarsi andare alle stimolazioni che più piacciono in questa zona e ad accogliere un orgasmo diverso o eiaculazione femminile o squirting.

Per trovare questa zona si deve quindi esplorare!

Le sensazioni che si possono provare sono diverse:

  • qualcosa di diverso dalle zone circostanti
  • stimolo a urinare
  • un qualcosa di intenso che all’inizio può essere fastidioso o anche piacevole

Non è essenziale trovarlo, non è necessario squirtare, ma divertirsi durante la ricerca!

Esercizio

Esplora la tua vagina 

Vai a esplorare la tua vagina e conoscila! Mettiti in una posizione, lubrificante o olio e vai alla sua scoperta!

Cerca di individuare le varie parti di cui hai sentito il nome nel video o nella descrizione scritta.

Se alcune parti, come la cervice, non le individui da semi seduta puoi sempre provare ad esempio da accovacciata oppure bidet. La posizione del perineo e degli organi pelvici può cambiare in base alla posizione del bacino!

Segna qua le zone che hai trovato e come ti sono sembrate!

Scarica il Mandala delle Zone Erogene

3.2 Esercizio: vai alla ricerca del tuo punto G (zona CUV)

Sei prontə? Partiamo!

Prova in posizioni come accovacciata o sul bidet, inserendo uno o due dita in vagina con il polpastrello che guardi verso il soffitto della vagina. Percorri tutto il soffitto facendo delle pressioni, movimenti circolari piccoli. La zona CUV (clitoro-uretro-vaginale ovvero quello che comunemente definiamo Punto G) può essere piccola quanto un cecio, a volte si sente un po’ un affossamento, a volte è in corrispondenza della “pagnottella”, a volte è molto più profonda.


Come capisci se l’hai trovata?

Semplice, si sente qualcosa di diverso dal tessuto vaginale che sta intorno. Non è detto che sia piacere, non sempre è il bisogno di urinare anche perchè se vai molto in fondo lo stimolo può farsi vivo perchè premi sulla vescica. È difficile spiegare a parole ma quando lo trovi lo senti: è diverso! Le zone cuv possono anche trovarsi molto in profondità e tu avere delle dita che non ci arrivano e in questi casi può essere utile la mano di un’altra persona o un sextoy con le curve giuste.

Una volta trovato questo punto puoi provare vari tipi di stimolazioni ricordandoti che è una zona con innervazione viscerale e la sola vibrazione ferma non darà molti risultati, serve impatto, serve pressione, serve un massaggio!

Bibliografia

Ostrzenski A. – G-Spot Anatomy and its Clinical Significance: A Systematic Review
Biancardi, Dos Santos, deCarvalho, Sanches, Taboga – Female prostate: historical, developmental, and morphological perspectives
Muto, Inamura, Ozawa, Endo, Masuda, Yonese, Ishikawa Y. – Skene’s gland adenocarcinoma with intestinal differentiation: A case report and literature review
Female prostate: Areview about the biological repercussions of this gland in humans and rodents
The female prostate revisited: perineal ultrasound and biochemical studies of female ejaculate
Florian Wimpissinger, Karl Stifter, W. Grin, Walter Stackl

Rubio-Casillas, Jannini EA. – New insights from one case of female ejaculation
Salama S1, Boitrelle F, Gauquelin A, Malagrida L, Thiounn N, Desvaux P. – Nature and origin of “squirting” in female sexuality
Alberto Rubio‐Casillas Emmanuele A.Jannini  – New Insights from One Case of Female Ejaculation
Pastor Z – Female ejaculation orgasm vs. coital incontinence: a systematic review
Ostrzenski A – G-Spot Anatomy and its Clinical Significance: A Systematic Review
Biancardi , Dos Santos, de Carvalho, Sanches, Taboga – Female prostate: historical, developmental, and morphological perspectives

Introduzione

Parte di questo corso è estratto dal corso Piacere Mio

ATTENZIONE:

Potrai vedere il resto del corso dal capitolo 2 due settimane dall’acquisto!

Avrai 12 mesi per poter completare il corso o tornare a guardarlo.

Perché questo corso?

Per squirting/eiaculazione femminile si intende la fuoriuscita del liquido dalla uretra e dalle ghiandole parauretrali o di Skene, associato a un precedente rigonfiamento della zona clitoro-uretro-vaginale, di un aumento della sensazione di calore e del bisogno di “liberarsi” lasciando andare e non contraendo come avviene per un orgasmo.

Spesso la sensazione che si avverte durante la stimolazione è quella di dover andare a svuotare la vescica anche se appena svuotata, una sensazione intensa come se la zona si stesse gonfiando e riempiendo, un qualcosa di diverso rispetto a quello che si sente con la stimolazione di una delle parti del clitoride.

Secondo Rocco Siffredi tutte le donne possono riuscirci!

Per poterlo fare serve molta consapevolezza di sè, andare alla ricerca della zona specifica e avere le giuste stimolazioni, che possono essere con le dita proprie se ci si arriva o di altra persona, con un gioco specifico o con la penetrazione (vaginale e anche anale).

Le prime volte ci possono volere tempo e movimenti molto mirati ma, quando la consapevolezza aumenta, diventa una cosa sempre più facile e spesso non controllabile tanto che le donne spesso si ritrovano a usare cerate o lenzuoli speciali o una montagna di asciugamani!

Se vi capita di incontrare una donna che squirta, che ha orgasmi da stimolazione del glande del clitoride e/o orgasmi (o ci va vicina) vaginali vi dirà che sono tutte cose diverse e volendo può anche differenziare bene quello che sente se le viene stimolato il punto PS o il punto A.