5.2 Ascolto della vagina e del pavimento pelvico

Esplora la tua vagina e ascolta le sensazioni che percepisci:

  • il dito entra con facilità o provi un qualche fastidio? E se si, quale?
  • quanta accoglienza ha il tuo dito? è stretta? senti come delle “corde tese”?
  • se inserisci due dita, invece, quanta accoglienza c’è? riesci ad aprire le dita facilmente una volta dentro? quanto ti sembra elastica? L’entrata vaginale dovrebbe essere elastica e permettere l’apertura di 2 dita senza che tu senta dolore, bruciore o altri fastidi.
  • esplora più in fondo alla vagina: riesci a sentire la cervice? dovrebbe avere una forma a cilindro con la sua mucosa molto più lisca rispetto al resto della vagina. Se questa guarda verso il basso (solitamente con un utero antiverso) è probabile che tu non riesca a sentirla tutta, così come se la tua vagina è più profonda delle tue dita. Se sei riuscita a sentire la cervice, ti sembra centrale o spostata? Guarda a destra o a sinistra? La cervice dovrebbe avere una forma a cilindro, come il burro di cacao per le labbra, essere ben centrale e allineata. Se invece ha una forma a “rossetto” significa che scende troppo quando stai in piedi, venendo schiacciata dai muscoli, così come se decentrata o obliqua indica che l’utero non è centrale. Non dovrebbe, inoltre, far male spostarla con le dita o un sextoy.
  • come ti sembra lo spazio in fondo alla vagina? è più largo rispetto all’entrata? quanto ti sembra più largo? ci sono tensioni se lo stiri? Dovrebbe essere morbido ma non troppo quindi con una certa tonicità. Se è troppo cedevole o “morbidoso” potrebbe indicare un prolasso, mentre se è troppo teso e dolente potrebbe indicare che ci sono delle aderenze.

Come funziona il tuo perineo?

  • Riesci a respirare “di pancia”? Riesci a respirare con diaframma respiratorio? Con la respirazione diaframmatica “vera” (che non è affato come quella di pancia) si dovrebbero allargare le ultime costole e la pancia rientrare leggermente.
    Con la respirazione diaframmatica si dovrebbe muovere anche il perineo ad ogni respiro (che più raramente può muoversi anche con respirazione di pancia).
    Mettiti seduta con schiena appoggiata su un supporto (tipo letto) e con le gambe aperte. Piazza uno specchio in mezzo alle gambe che non abbia bisogno delle tue mani per stare in piedi. Puoi anche appoggiarlo e tenerlo con i piedi.
    Respira come fai di solito e osservati con lo specchio. Si muove il perineo? E se respiri più profondamente si muove?
  • Riflesso del guardiano. Rispolvera il capitolo 3.8 (QUA) e cerca di osservare la tua vulva allo specchio. Se ridi o fai un colpo di tosse cosa succede? Gli addominali si attivano tutti, solo in parte o per nulla? Vedi il tuo perineo attivarsi tutto, in parte o venir spinto fuori? La pancia si dovrebbe attivare tutta e il perineo si dovrebbe attivare tutto. Se non riesci a vedere con lo specchio puoi sempre metterti in posizione seduta con un asciugamanino arrotolato e appoggiato sulla vulva e provare a respirare o tossire, per percepire così il movimento del tuo perineo.
  • Dovremmo liberare 5-8 minzioni quotidiane per circa 1,5-2,5 lt di acqua (ogni minzione circa 300 ml). Ne fai di più rispetto a quanto bevi? hai la sensazione di fare minzioni frequenti e piccoline?
    Hai spesso la sensazione di dover urinare o devi fare una pipì “preventiva”? Hai perdite di pipì anche solo in occasioni sporadiche? hai la sensazione di non arrivare in bagno in tempo? Hai la sensazione di non svuotarti del tutto o dover fare di nuovo pipì dopo 5 minuti? Devi spingere per farla all’inizio, alla fine o sempre?
    Noi dovremmo urinare in base a quanto beviamo (1 pipì 300 ml circa, 1,5lt di liquidi = 5 minzioni), nè spingere, nè sentire il bisogno di svuotarci ogni volta che lasciamo un edificio e non avere timore di non arrivare in tempo al bagno!
  • Defecazione. Fai la cacca tutti i giorni? Fai meno cacche alla settimana? le cacche sono troppo dure o troppo morbide? devi spingere? hai le emorroidi (anche se non sono infiammate, se hai “pallini” che fuoriescono dall’ano sono emorroidi)? Senti di svuotarti completamente oppure no? Devi spingere all’inizio, alla fine o per tutta la defecazione? ci metti tanto o poco? Provi dolore?
    Anche se diversi studi riferiscono che le feci possano avere una frequenza inferiore a 7 volte alla settimana (quindi di 1 volta al giorno), per il perineo è più salutare defecare quotidianamente per evitare che le feci induriscano troppo e si debba, di conseguenza, spingere per espellerle. Fisiologico anche defecare più volte al giorno sempre che le feci siano formate e morbide.
    Non dovremmo mai spingere e il tempo di evacuazione delle feci, inoltre, dovrebbe essere meno di 3 minuti. Non dovremmo avere emorroidi o tagli, nè perdere feci o gas o avere altre sensazioni fastidiose.
  • Sessualità. Dovremmo poter provare orgasmi con tutti i tipi di stimolazioni e posizioni. Non dovremmo MAI avere dolore, nemmeno in profondità. Il dolore in profondità se presente si può risolvere con un percorso di riabilitazione pelvica, mentre quello all’inizio della penetrazione solitamente è dovuto a una infezione vaginale, sempre risolvibile.

Bibliografia

  • Senza Tabù. Il mio corpo come funziona, il piacere come si fa. Violeta Benini
  • Atlas of Human Anatomy – Frank H. Netter
  • Obstetricia, ginecologia y salud de la mujer. Netter
  • Atlas of anatomy – Gray
  • Ginecologia e ostetricia. Pecorari, Pescetto, De Cecco e Ragni
  • Anatomic Study of the Clitoris and the Bulbo- Clitoral Organ – Vincent Di Marino e Hubert Lepidi
  • “The clitoral complex: A dynamic sonographic study” Foldes P. and Buisson O. nel 2009
  • Riabilitazione del Pavimento pelvico. Arianna Bortolami
  • The Overactive Pelvic Floor. Anna Padoa, Talli Y. Rosenbaum
  • Therapeutic Management of Incontinence and Pelvic Pain Pelvic Organ Disorders. J. Haslam, J. Laycock
  • FemaleGenito-PelvicPain/PenetrationDisorder: Review of the Related Factors and Overall Approach. Ana Dias-Amaral, André Marques-Pinto
  • “The Female Prostate Revisited: Perineal Ultrasound and Biochemical Studies of Female Ejaculate Author links open overlay panel” Florian Wimpissinger, Karl Stifter, Wolfgang Grin, WalterStackl
  • “Female Ejaculation Orgasm vs. Coital Incontinence: A Systematic Review Author links open overlay panel” Zlatko Pastor
  • G-Spot Anatomy and its Clinical Significance: A Systematic” Review Adam Ostrzenski
  • “Differences between male and female prostates in terms of physiology, sensitivity to chemicals and pathogenesis-A review in a rodent model” Bruno D.A. Sanches, Hernandes F Carvalho, Juliana S Maldarine, Manoel F Biancardi, Fernanda C A Santos, Patricia S L Vilamaior, Sebastião R Taboga
  • “Verification of the anatomy and newly discovered histology of the G-spot complex” A Ostrzenski, P Krajewski, P Ganjei-Azar, A J Wasiutynski, M N Scheinberg, S Tarka, M Fudalej
  • Manuale illustrato di terapia sessuale. H. Kaplan
  • Sexual desire, the brain and our interoceptive consciousness – Mark Mieras
  • Women’s orgasm – Cindy M Meston, Roy J Levin, Marca L Sipski, Elaine M Hull, Julia R Heiman
  • A dual physiological character for sexual function: libido and sexual pheromones – Ion G Motofei
  • Disorders of orgasm in women – Cindy M Meston, Elaine Hull, Roy J Levin, Marca Sipski
  • A general look at female orgasm and anorgasmia – Margaret Redelman
  • Differences in Orgasm Frequency Among Gay, Lesbian, Bisexual, and Heterosexual Men and Women in a U.S. National Sample – David A Frederick, H Kate St John, Justin R Garcia, Elisabeth A Lloyd 
  • Female Orgasm(s): One, Two, Several – Emmanuele A. Jannini, Alberto Rubio‐Casillas, Beverly Whipple, Odile Buisson, Barry R. Komisaruk, Stuart Brody
  • Multiple Orgasms in Men—What We Know So Far Erik Wibowo and Richard J. Wassersug
  • Inaccessible Masturbation, Impossible Mourning: Collective Melancholia, the Prohibition on Female Sexual Subjects in India, and Masturbation Fantasy as a Zone of the Strange – A Narayanan
  • Notes from the back room: gender, power, and (In)visibility in women’s experiences of masturbation – Breanne Fahs, Elena Frank
  • Treatment of Provoked Vulvodynia in a Swedish cohort using desensitization exercises and cognitive behavioral therapy – Suzanne Lindström, Linda J Kvist
  • Masturbation among women: associated factors and sexual response in a Portuguese community sample – Ana Carvalheira, Isabel Leal
  • The role of masturbation in healthy sexual development: perceptions of young adults – Christine E Kaestle, Katherine R Allen
  • “Sexual pleasure on equal terms”: young women’s ideal sexual situations – Eva Elmerstig, Barbro Wijma, Kerstin Sandell, Carina Berterö
  • Women’s Clitoris, Vagina, and Cervix Mapped on the Sensory Cortex: fMRI Evidence – Barry R. Komisaruk, Nan Wise, Eleni Frangos, Wen‐Ching Liu, Kachina Allen, Stuart Brody
  • Neural pathways mediating vaginal function: the vagus nerves and spinal cord oxytocin – Barry R Komisaruk, Giorgio Sansone
  • Novel topical formulation applied to the nipple-areola complex improves female orgasm – Michael Krychman, Andy Goren,Len Brandt, John McCoy
  • Topical Alpha-1 Adrenergic Receptor Agonist Applied to the Nipple/Areola Complex Improves Female Orgasmic Function – Andy Goren, John McCoy, Michael Krychman, Leonard Brandt, Amadej Lah, Neal Lonky 
  • ‘Complete’ spinal cord injury does not block perceptual responses to genital self-stimulation in women – B R Komisaruk, C A Gerdes, B Whipple
  • Female Orgasm(s): One, Two, Several – Emmanuele A. Jannini, Alberto Rubio‐Casillas, Beverly Whipple, Odile Buisson, Barry R. Komisaruk, Stuart Brody
  • The orgasmic history of oxytocin: Love, lust, and labor – Navneet Magon, Sanjay Kalra
  • Vaginal orgasm is more prevalent among women with a prominent tubercle of the upper lip – Stuart Brody, Rui Miguel Costa
  • Multiple Orgasms in Men—What We Know So Far Erik Wibowo and Richard J. Wassersug
  • A mixed-methods exploration of women’s experiences of anal intercourse: meanings related to pain and pleasure Aleksandar Stulhofer, Dea Ajduković
  • Why women engage in anal intercourse: results from a qualitative study – Grace L Reynolds, Dennis G Fisher, Bridget Rogala
  • REVIEWS: The Clitoral Complex: A Dynamic Sonographic Study – Pierre Foldes e Odile Buisson
  • Anatomic distribution of nerves and microvascular density in the human anterior vaginal wall: prospective study – Ting Li 1, Qinping Liao, Hong Zhang, Xuelian Gao, Xueying Li, Miao Zhang
  • Female ejaculation orgasm vs. coital incontinence: a systematic review – Zlatko Pastor
  • Vaginal health and hygiene practices and product use in Canada: a national cross-sectional survey – Sara E Crann, Shannon Cunningham, Arianne Albert, Deborah M Money, Kieran C O’Doherty 
  • Role of female intimate hygiene in vulvovaginal health: Global hygiene practices and product usage – Ying Chen, Elizabeth Bruning, Joseph Rubino, Scott E Eder

6.2 Pelo o non pelo? questo è il dilemma

Far crescere (e come farlo) o radere i peli pubici, cambia solitamente in base a due fattori principali: alle mode e culture, o in relazione a quello vogliamo (oppure che gli altri desiderano, chiedendocelo a volte esplicitamente).

Spesso, però, mi capita di sentire alcune persone che si radono anche se non lo farebbero/vorrebbero, o che usano parole del tipo “devo depilarmi perchè mi vedo con tizi*”. Di controparte, chiaramente, ci sono anche tante persone che si radono perchè si sentono più in ordine, pulite o qualsiasi altra motivazione sentano propria.

Ci sono, invece, culture come quella islamica dove la rasatura di ascelle e inguine è indicata come una buona regola per la Sunna (il codice di comportamento) o anche culture indiane dove è stato provato che questa veniva fatta già nel 3000/4000 A.C. o che tale pratica venisse consigliata per eliminare la pediculosi già intorno al XV secolo.

E’ negli anni ’80 che, con il dilagarsi dell’HIV e di altre malattie sessualmente trasmissibili,
si inizia a depilare l’inguine in maniera più massiccia (anche perchè c’era molta più libertà sessuale). La depilazione prende piede facilmente, in seguito, anche nel mondo del porno, e di conseguenza (come capita spesso) viene presa d’esempio dalla massa fino a diventare una moda. Come c’era da immaginarsi ci troviamo, in questo caso, davanti a una inversione: le persone pelose, da un preciso “movimento culturale” in poi, vengono viste male e non solo per i peli inguinali ma anche i peli sulle gambe (nel caso delle donne) e i peli sulla schiena/petto (nel caso degli uomini, derisi con la “maglietta della salute naturale”).

Il “documentario” sotto riportato, ci mostra come ancora negli anni ’70 andasse di moda il “pelo”

Ma a cosa servono i peli pubici?

  • sono una chiara evidenza dell’azione degli ormoni nello sviluppo degli adolescenti.
  • creano un “tappetino” morbido che riduce l’attrito, evitando che si creino lesioni o abrasioni sui genitali.
  • anche se non sono fittissimi, sono una specie di “muretto” che riduce il rischio di contrarre infezioni non desiderate
  • si profumano con i ferormoni rilasciati dalle ghiandole apocrine: quindi la presenza del pelo equivale alla partecipazione di più ferormoni e di conseguenza porta ad essere “eroticamente” più attraenti.

Ma perchè le persone si depilano i genitali?

Non c’è una risposta unica. Come detto:
C’è la moda avviata negli anni ’80, portata avanti dai film porno, che ha deviato il giudizio popolare a trovare indecenti i peli superflui, tanto che esistono anche campagne a favore del pelo libero.
C’è la sensazione di sentirsi “più puliti” , soprattutto per le donne che – se non usano la coppetta mestruale- potranno ritrovarsi con dei “tarzanelli” non indifferenti.
Ci sono le richieste dei/delle partner che possono infastidirsi se in bocca gli resta un pelo.
C’è il pregiudizio che avvertiamo se facciamo qualcosa “contro corrente” e quindi tendiamo ad uniformarci, per non sentirci esclusi.

Quali sono, dunque, le possibili complicazioni quando vengono estirpati?

In base al modo in cui vengono tolti (rasoio, forbici, ceretta, epilazione permanente) ci possono essere piccole ferite sulla cute e infiammazione dei bulbi piliferi. Quindi la cute che perde integrità ha un rischio aumentato di infettarsi.
Inoltre se vengono usati i rasoi del partner (soprattutto impiagati per altre zone) c’è il rischio di infezione attraverso il rasoio stesso.
Dilagazione di peli incarniti che portano alla formazione di piccoli brufoli dolorosi, che possono a loro volta degenerare in qualcosa di più “grosso”.

Per trovare una soluzione alle irritazioni potete leggere i consigli che do per le vulvovaginiti da contatto (clicca qua).

Qua invece una serie di immagini sulle cute irritate dopo la tosatura (clicca).

Uno studio del dicembre 2016 (Correlation between pubic hair grooming and STIs: results from a nationally representative probability sample) ha messo in evidenzia come la depilazione dei peli pubici porti ad un aumento del rischio di prendersi una MST (malattia sessualmente trasmissibile).

Lo studio è stato effettuato seguendo 7580 persone (statunitensi) dove il 74% ha ammesso di radersi in un qualche modo i genitali (sia in parte che totalmente): di questi, a depilarsi, erano l’84% delle donne e il 66% degli uomini.

In base alla frequenza di rasatura aumenta il rischio di contrarre una MST!

Lo studio però non è molto chiaro sulle abitudini e sulla frequenza dei rapporti sessuali, come sulle protezioni (preservativo & oral dam) per ridurre il rischio di contrarre una infezione.

Cosa fare?

Intanto le persone dovrebbero sentirsi libere di portare il pelo come più desiderano, ma siamo ancora lontani da questo. Ricordo ancora la domanda di una tredicenne che tutta preoccupata mi chiedeva in che modo doveva radersi, doveva andare in piscina e la presenza del pelo le causava disagio. Ma non sapeva quale “stile” usare. Ormai siamo in una società che se vede due peli uscire dal costume urla allo scandalo!
Scommetto che se ci fossero meno pregiudizi, al mondo ci sarebbero più persone pelose!

In qualche articolo a riguardo ho letto che il depilarsi è la maniera in cui le donne si prendono cura di se stesse: questo viene trasmesso, quindi, come se fosse la cosa “giusta da fare”, instillando quindi il principio che dobbiamo raderci.

La presenza del pelo, sia chiaro, non è la protezione assoluta contro le malattie sessualmente trasmissibili: si devono comunque usare le precauzioni ed una corretta igiene, avere una corretta igiene personale, lavarsi spesso e con poco sapone e meglio se quello adeguato al proprio sesso. I cattivi odori vengono quando non ci laviamo: se ci laveremo non puzzeremo, anche se abbiamo una foresta amazzonica in mezzo alle gambe!

Importantissimo, ovviamente usare sempre le protezioni quando si hanno rapporti con partner occasionali e in relazioni appena nate, o se non c’è tutta quella fiducia che il partner sia fedele.

6.1 Igiene intima

L’igiene intima è molto importante, ma non bisogna esagerare: molte persone infatti si lavano troppo oppure
usano i detergenti sbagliati. Due bidet al giorno sono più che sufficienti, ma ti assicuro che se ne farai soltanto uno non ti accadrà nulla di grave, né a te, né al tuo pene o alla tua vagina.
Lavarsi troppo spesso con il detergente, piuttosto, può alterare la flora batterica della vulva e del pene. Ma anche sciacquarsi solo con acqua, ad esempio tutte le volte che si urina, può provocare irritazioni.
Il pH dei genitali è diverso dal pH nel resto del corpo.; quello della vulva è compreso tra 4 e 5, mentre quello del pene si aggira intorno a 7. Per questo maschi e femmine non dovrebbero usare lo stesso detergente intimo ed, inoltre, bisognerebbe evitare di usare il sapone di Marsiglia o il bagnoschiuma al posto del detergente intimo.

Per la vulva è consigliato un detergente intimo con pH acido tra il 3,5 e il 5, mentre per il pene è sufficiente un prodotto a pH “neutro”, intorno al 7.

Come lavarsi?

Per evitare di contaminare i genitali con agenti patogeni presenti nelle feci, bisogna sempre lavarsi (e sciacquarsi) con movimenti che vanno dai genitali (pene o vulva) verso l’ano e mai viceversa.

La vulva non ha bisogno di grandi attenzioni e, a meno che non sia presente dello smegma tra le labbra esterne e quelle interne, non serve strofinarla molto.

Vagina e retto non devono essere lavati perché sono autopulenti. La vagina si deterge da sola con le secrezioni vaginali, mentre il retto si pulisce ogni volta che elimina le feci. Se per caso senti il bisogno di fare una pulizia più profonda prima di un rapporto intimo, non usare comunque detergenti perché le mucose interne sono molto sensibili.

Quando i genitali sono sani non producono odori sgradevoli: se per caso dovessi avvertirli, rivolgiti a unə professionistə per appurare che non ci siano infezioni o uno squilibrio della flora batterica.

Alcune persone preferiscono lavarsi i genitali prima di ogni rapporto intimo. È una scelta personale, che può dipendere anche dai gusti del partner o della partner. C’è chi preferisce l’odore “naturale” dei genitali, chi apprezza il profumo lasciato dal detergente e chi non disdegna l’odore più intenso, tipico di chi non si lava da qualche giorno.
Lo stesso discorso vale per le pratiche igieniche da eseguire dopo ogni rapporto: se ti senti a tuo agio e non avverti il bisogno di lavarti subito, non è un problema: puoi farlo prima di andare a dormire o al mattino successivo. Non sarà un bidet in più a ridurre il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, ma solo i preservativi!
Se invece senti il bisogno di lavarti, usa le stesse accortezze di sempre, mentre se sei fuori casa puoi usare delle salviette intime o un fazzolettino bagnato.

5.1 Auto osservazione della vulva

Nei capitoli precedenti ho pubblicato molte foto di vulve, delle quali hai potuto notare:

  • colore e aspetto delle mucose
  • imene
  • labbra esterne e interne

Ora riguardale con una nuova attenzione ai particolari.

Osserva e tocca, quindi, la tua vulva:

  • Labbra esterne. Osservane il tono: sono gonfie? Hanno rughe? Se le tocchi resta una “fossetta” per qualche secondo? Le labbra esterne dovrebbero essere polpose e distese.
  • Centro tendineo. Quel tratto tra ano e vagina: è bombato? è rientrante? è disteso? Se lo tocchi è un po’ rigido? affondi come nel burro? o affondi come in una pancia di cucciolo?
    Il centro tendineo dovrebbe essere disteso e al tatto essere morbido, ma offrire anche una lieve resistenza come appunto una pancia di cucciolo.
  • labbra interne: sono gonfie e arzille come una foglia di basilico ben nutrita? o sono sgonfie e spolpate come le stessa foglia di basilico ma che non riceve acqua da una settimana? Sono aperte o si mantengono chiuse? Sappi che è fisiologico che il bordo e l’esterno siano più scuri. Inoltre le labbra dovrebbero essere pimpanti, gonfie e diritte.
  • vestibolo, ovvero la parte di mucosa che si trova all’interno delle labbra interne. Che colore ha? dovrebbe essere di un rosa lucido e vivo con la superficie corrugata e bagnato come dalla saliva. Notare, invece, una mucosa liscia, rosa pallida, bianchiccia, rosa scuro o tendente al rosso, secca, con aspetto liso o dove si inizia a intravedere “come se fosse più pelle che mucosa”, sono tutti segni che il vestibolo potrebbe non stare bene.
  • imene: discosta le labbra interne con le mani e osservalo. Che forma ha il tuo? chiude bene l’entrata vaginale, oppure resta leggermente o tutto aperto? Da osservare anche le pieghe tra imene e vestibolo che colore hanno e che sensazione danno. Qualsiasi zona della vulva provochi bruciore, maggiore sensibilità in negativo, dolore, indica che potrebbe esserci una infiammazione o infezione.
  • sono presenti cicatrici? se ci sono non dovrebbero quasi notarsi o “tirare” ma essere molto mobili. Se invece si nota una rientranza, che devia o modifica l’entrata vaginale, allora si potrebbero avere delle aderenze, anche interne.
  • glande della clitoride: dovrebbe avere un aspetto pimpante e gonfio, roseo e non dovrebbe essere sensibile o dolente al tocco. A volte possono infastidire i frenuli, ovvero quei lembi di tessuto delle labbra interne quando nascono alla base del glande.

*secrezione grigio/biancastra composta da residui di cellule morte e sebo che di deposita sotto corona del glande e prepuzio nel pene o tra le labbra interne ed esterne, mucose e vestibolo nelle vulve.

4.4 Gli orgasmi

Uno, due, mille orgasmi?

Orgasmo Clitorideo o orgasmo vaginale? Un unico orgasmo di cervello?

Non esiste una risposta certa dalla letteratura e quello che so dalle mie personali esperienze e da tutte le testimonianze che ricevo, è che gli orgasmi possono essere tutti diversi in base al momento, in base alla compagnia, in base al tipo di stimolazione e alla zona stimolata.

Di solito si presenta con manifestazioni inconfondibili:

un piacere molto intenso, simile a una esplosione; una serie di contrazioni ritmiche dei genitali; una serie di contrazioni lungo il corpo che possono coinvolgere anche le mani, i piedi e le gambe; una serie di reazioni che coinvolgono tutto il corpo (battito cardiaco aumentato, pupille dilatate, risate, pianti, maggiori energie, maggiore sonnolenza).

Ma non tutti gli orgasmi assomigliano a “fuochi di artificio” e soprattutto non esiste un solo tipo di orgasmo.

In questo grafico ho cercato di disegnare alcuni tra gli orgasmi, per intensità e crescendo, che si possono provare.

Alcune persone magari si riconosceranno solo in un unico o altre persone in molti o tutti.

L’orgasmo classico ha una sua salita magari con qualche dosso per arrivare al plateau e poi esplodere e finire con la risoluzione.

Gli orgasmi veloci son quelli che ci metti un attimo per arrivarci.

Gli orgasmi piccoli sono, a volte, orgasmini piccini che arrivano magari con contrazioni più deboli e piacere poco intenso, tanto da farti chiedere se quell’orgasmo lo hai davvero avuto oppure no. Altre volte invece arrivano, sempre un po’ timidi, ma con un bel chissenefrega, perchè magari accadono dopo che hai goduto tanto durante il rapporto.

Poi ci sono gli orgasmi multipli che possono essere così ravvicinati da sembrarne quasi uno unico, lunghissimo, o più di uno ravvicinati in uno stesso rapporto intimo.

Gli orgasmi lunghi ci mettono un sacco ad arrivare e possono stenuare. Mentre gli orgasmi timidi son lì lì ma poi non esplodono. Entrambi possono far sentire le persone “rotte”, con qualcosa che non va.

Magari la forma dell’orgasmo può dipendere dalla zona che stimoli o da come la stimoli o se sei o meno in compagnia.

Gli orgasmi non sono l’obiettivo di un incontro intimo

Per come la intendo io le persone dovrebbero poter avere orgasmi in qualsiasi posizione, con qualsiasi tipo di stimolazione e con qualsiasi persona, ovviamente, sempre che ci sia eccitazione.

Per quanto riguarda gli orgasmi femminili questi dovrebbero includere anche quelli da penetrazione.
Un perineo che è perfettamente in salute, riguardo al suo funzionamento e alla fisiologia della clitoride e dei muscoli, dovrebbe poter arrivare a un orgasmo anche solo con una penetrazione. Se questo non succede può essere comunque considerato ininfluente se non causa disagio o sofferenza nelle persone: l’importante è che la stessa persona riesca comunque a viversi il proprio piacere e i propri orgasmi, a prescindere dalla specificità delle stimolazioni necessarie.

Da un sondaggio realizzato per una ricerca di AISPA (Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata) su 1264 donne, è emerso che:

  • il 92% ha raggiunto almeno una volta l’orgasmo
  • I’84% si è masturbata
  • il 33% circa ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo se masturbata dal/la partner
  • il 51% ha sperimentato orgasmi con la penetrazione senza la stimolazione diretta e simultanea della clitoride
  • il 60% circa ritiene che orgasmo da stimolazione clitoridea e orgasmo da penetrazione siano diversi
  • il 50% delle 500 donne che hanno trovato il loro “punto G” ritiene di aver sentito un piacere diverso
  • il 25% sperimenta orgasmi multipli spesso, mentre il 40% talvolta
  • il 46% ha usato almeno una volta un sex toy nella vita
  • il 52% ha sperimentato un rapporto penetrativo anale (dita, pene, bocca, oggetti)
  • il 53% di 634 donne arriva all’orgasmo con la stimolazione/penetrazione anale e il 58% di loro ha aggiunto la stimolazione di altre parti per arrivarci
  • il 59% delle donne ha finto almeno una volta l’orgasmo e di queste il 67,4% lo ha finto per non deludere il/la partner

E quando gli orgasmi non si fanno vivi?

Prendendo in analisi le difficoltà al raggiungimento degli orgasmi dobbiamo tenere in considerazione che possono essere molteplici. Si può trattare di anorgasmia totale, quindi l’impossibilità di provare orgasmi, e può essere definita primaria – ovvero che la persona non ha mai effettivamente provato nessun orgasmo – o secondaria – ovvero quando la persona ha avuto esperienza nel provare orgasmi ma per qualche motivo non li prova più.

Bisogna tenere in considerazione anche gli aspetti che riguardano le occasioni in cui le persone si trovano: non tutte possono agevolare il raggiungimento dell’orgasmo. Ricordiamo anche quei casi in cui solo con l’autoerotismo si riescano a provare orgasmi, spesso grazie ad una stimolazione specifica.  

La difficoltà nel provare orgasmi potrebbe essere legata anche alla presenza o meno di un’altra persona

Dunque, le difficoltà riguardano sia il raggiungimento del piacere in sé ma anche la modalità nel raggiungimento di tale piacere, che potrebbe risultare esclusivamente da determinate stimolazioni.  

Prima di addentrarmi nel mondo più scientifico della sessuologia avevo già coniato il termine “orgasmi timidi”. Questa era la descrizione che secondo me meglio si addiceva ai miei orgasmi in compagnia: da sola non avevo alcun tipo di difficoltà, mentre in compagnia riuscivo a raggiungere l’orgasmo solo in una posizione, l’amazzone.

Gli orgasmi timidi sono bastardi. Sei là che senti che stanno per arrivare e a un certo punto nulla.

Scompaiono.

Provi cose diverse posizioni. Provi a pensare ad altro, a rilassarti, a respirare, a metterci un vibratore, a cambiare partner, a RI-spiegare come e cosa ti piace.
A farlo dopo un bicchiere di vino, dopo una canna, ascoltando musica particolare, provi a non pensarci. Chiedi al primo psi che passa e ti dice che non hai problemi, chiedi al medico e anche lui ti dice la stessa cosa. O, peggio ancora, ti danno soluzioni ovvie come “toccati la clitoride”… come se tu già non ci avessi provato in mille modi.

Arrivi a sentire che ti manca un pezzo. Arrivi a pensare che ok, pazienza. L’importante è godere di tutto l’insieme.

Si, importante è godere di tutto ma quel pezzo che manca può logorare dentro, soprattutto quando pensi di averle provate tutte.

Mi sono studiata. Ho studiato le mie “pazienti” e sono giunta alla conclusione che spesso per gli orgasmi timidi serva un team composto da:

  • espertə che controlli il tuo perineo e che sappia ascoltare la clitoride
  • psicosessuologə che ti aiuti realmente a staccare la testa, così anche i muscoli si potranno rilassare
  • espertə di sex toy, a volte aiutano a fare la differenza e a farti sentire completə
  • persone che diano importanza a quegli orgasmi timidi e che non dicano soltanto: “rilassati” oppure “forse non ti sei toccatə bene” o infine “cambia partner”

Il primo passo è conoscere bene te stessə, capire e sapere cosa ti piace e iniziare a cercare di comunicare questo al/la partner.

So che non è semplice perché spesso la comunicazione è difficile, si parlano due lingue diverse, si pensa che tutto sia ovvio, dovuto, che basti toccare quel bottoncino come se fosse un campanello o stretcharlo come il disco di un DJ.

Se non si ha la possibilità di andare da unə psicosessuologə e/o fare la valutazione del pavimento pelvico, si può iniziare a sperimentare con il/la proprio/a partner l’uso di “guide” per il piacere, come il mio corso “Piacere Mio”, sulla piattaforma Corsetty o di sex toy che possono aumentare le stimolazioni e dar via ai primi passi. Raggiungere un orgasmo in compagnia, attraverso un ausilio, può essere molto gratificante e aiutarti a non sentirti più rottə, alimentando la speranza che tutto si può sbloccare.

Gli orgasmi sono una bellissima parte della sessualità ma non dovrebbero essere l’obiettivo di un incontro intimo.

Orgasmi femminili: tra tabù e difficoltà

  • i tabù possono aver portato le persone a non comunicare cosa piace e non piace, a sperimentare liberamente
  • le disfunzioni perineali femminili incidono molto sulla qualità e quantità degli orgasmi
  • il combattere le teorie di Freud può aver portato a ignorare il piacere vaginale
  • sussistono ignoranza e pochissimi studi in merito a piacere femminile, clitoride e pavimento pelvico

C’è anche il gender gap sugli orgasmi.

Si dice che le persone con pene siano molto più facilitate ad avere orgasmi, ma è indubbio che ci sia anche lì un po’ di difficoltà. Può accadere, ad esempio, che una persona, durante il rapporto, tolga il pene dalla vagina, dicendo: “Sai, cara, preferisco il coito interrotto anche se usiamo il preservativo”, manifestando in realtà un altro tipo di esigenza, in quel caso, non detta a causa di difficoltà o tabù.

Vi è mai capitato? Possono esserci quindi dei peni che non riescono avere un orgasmo dentro con la penetrazione e preferiscano arrivare all’orgasmo con una stimolazione manuale o cambiando posizione verso quella preferita: anche questa potrebbe essere una disfunzione pelvica legata agli orgasmi.

Quindi, a mio avviso, anche sugli uomini ci sono tantissimi altri grandi tabù e dei gender gap diversi. Però non è questa la sede per sviscerare l’argomento.

Quindi abbiamo visto tanti tabù: su come siamo fatte, sul fatto che non ci conosciamo o che non ci guardiamo (pochissime): non dico toccarsi per masturbarsi, ma proprio anche per andare a sentire come siamo fatte. Stesso discorso con la masturbazione, molto focalizzata, ad esempio, solo sul glande, mentre invece tutte quelle zone che abbiamo visto prima possono essere esplorate anche in solitaria.

Finisce che non abbiamo chiaro nè cosa ci piace, nè altrettanto cosa non ci piace ma, soprattutto, non sappiamo come comunicarlo. E questo anche perché pensiamo sempre che il “magico principe pene azzurro” riuscirà a “regalarci” tutti gli orgasmi magici con la sola “imposizione del suo glande”, quando invece non è così.

Inoltre, abbiamo anche le disfunzioni perineali che incidono moltissimo sugli orgasmi.

Il peso della questione degli orgasmi:

  • clitorideo o vaginale?
  • uno solo clitorideo?
  • uno solo di testa?
  • ma clitorideo è immaturo e in coppia va bene solo quello da penetrazione? Cit. Freud che ci ha affossate con sta storia
  • la carenza di professionisti che realmente sappiano le connessioni tra orgasmi/sessualità e pavimento pelvico. O che si dia ancora molta responsabilità solo alla parte emotiva-psicologica
  • i professionisti che non si pongono domande e restano ancorati alle teorie “vecchie”, che non si domandano come mai una vagina voglia così tanto provare piacere e si da la colpa solo al patriarcato fallocentrico con maggiore importanza per la penetrazione

E tutto questo ha portato ora ad affermare che basti solo l’orgasmo clitorideo, togliendo spazio e importanza agli orgasmi da stimolazione interna, negando anche il piacere a quelle vagine che vogliono provarlo, senza pensare che magari queste persone si possano chiedere: “scusami, ma l’orgasmo vaginale dove sta?”

Se tante vagine si chiedono come provare più piacere non sarebbe forse corretto fermarsi e domandarsi se sia possibile? Non sarebbe giusto porre domande a quel 30-60 % variabile che prova orgasmi senza doversi stimolare esternamente? O chiedere a quelle persone che, dopo un percorso di riabilitazione pelvica, hanno iniziato ad avere orgasmi anche solo con la penetrazione?

4.3 Il piacere (e zone di piacere)

Grazie ai cinque sensi e alle emozioni, il nostro corpo è in grado di provare un’ampia gamma di sensazioni positive e negative. 

Il piacere è un sentimento o un’esperienza legata a sensazioni positive, spesso derivante dall’appagamento di desideri fisici o spirituali.

Purtroppo, però, tendiamo a ricondurre il piacere sessuale solo ai genitali e agli orgasmi, tralasciando così una serie di sensazioni che coinvolgono tutto il corpo. 

Ho smesso da tempo di usare l’espressione “rapporto sessuale” o “rapporto completo” perché mi sono accorta che spesso venivo fraintesa. Il sesso non è solo la penetrazione: due persone che hanno un incontro intimo senza penetrazione, ma completamente soddisfacente, non hanno avuto un rapporto “completo”? 

E perché usiamo il termine “preliminari” per definire tutte le stimolazioni che non includono la penetrazione vaginale o anale? È così indispensabile che dopo i preliminari avvenga la penetrazione? Due persone che si stimolano solo con il petting, non stanno avendo un incontro sessuale? Siamo sicuri che un rapporto di questo tipo sia meno importante o appagante di un rapporto che comprende la penetrazione? Il significato che attribuiamo alle parole può influenzare il modo in cui facciamo sesso. 

Per esempio, quando parliamo di zone erogene, ovvero le zone del corpo che danno piacere, pensiamo quasi esclusivamente ai genitali, il seno, il collo e poco altro. 

In realtà tutto il corpo può diventare una zona erogena. 

Gli ormoni del comfort

Gli ormoni giocano un ruolo fondamentale nella sessualità e nel raggiungimento del piacere.
Tra tutti, endorfine e ossitocina rivestono per me il ruolo più importante.

Endorfine

Sono sostanze prodotte dal cervello che hanno un ruolo antidolorifico e quando vengono rilasciate provocano piacere. Possono essere prodotte dopo uno stimolo doloroso, dopo particolari emozioni, facendo sport, mangiando determinati cibi o con uno strofinamento prolungato della pelle.

Ossitocina

È un ormone molto importante per tutte le fasi della sessualità e della riproduzione. Purtroppo però è anche un ormone molto timido o sensibile: basta uno stato d’animo negativo o una situazione difficile per comprometterne la produzione. È attivo sia nella fasi di erezione dei corpi erettili che durante gli orgasmi.

Creare situazioni piacevoli e confortevoli nell’intimità, concedersi carezze, stimolazioni, massaggi e tutto ciò che ci fa sentire a nostro agio sono ottime soluzioni per favorire la produzione di questi ormoni utilissimi.

I cinque sensi

Anche sapere giocare con tutti e cinque i sensi è fondamentale per provare piacere. Vediamo come.

Tatto

Per ogni centimetro quadrato di pelle, possiamo contare circa 130 recettori tattili che ci permettono di sentire freddo, caldo, dolore e molte altre sensazioni. Uno strofinamento o un massaggio possono stimolare la produzione di endorfine.

Olfatto

Gli odori occupano uno spazio importante nella sessualità e nell’attrazione. Ad esempio il profumo della persona da cui siamo attratti o di cui siamo innamorati può farci produrre ossitocina, mentre odori che reputiamo sgradevoli possono ostacolare il piacere.

Vista

È un aspetto molto importante nella sessualità, soprattutto quando vediamo forme e altre cose che ci piacciono. Ma anche non vedere può aiutarci a provare piacere, perché la privazione della vista accende maggiormente gli altri sensi.

Gusto

Il cibo e il sesso vanno molto d’accordo, ma può essere utile anche gustare il sapore del partner o della partner, nei genitali e in tutto il corpo.

Udito

Quante volte avete sentito la frase “che voce sexy che ha quella persona”? A una voce bassa e profonda, ad esempio, associamo l’idea di un maschio forte in grado di proteggere la femmina. Come gli odori, anche i rumori possono incidere sulla nostra produzione di ossitocina e farci sentire più a nostro agio.

Cervello ed emozioni

Il cervello gioca un ruolo molto importante nel sesso.
Le fantasie e le emozioni si possono trasformare in sensazioni, un complimento può darci scariche di endorfine, possiamo eccitarci semplicemente fantasticando e avere anche orgasmi senza toccarci.

Oltre ai genitali, ci sono mani, bocca, capelli e qualsiasi altra parte del nostro corpo come possibili zone di piacere e fermarsi solo sulle aree “classiche” significa vedere esclusivamente la punta dell’iceberg: puoi anche giocare con oggetti sicuri che hai in casa, il caldo e il freddo, il cibo, la musica, i profumi e qualsiasi fantasia.

Ovviamente i gusti sono soggettivi e possono cambiare nel tempo, ma esistono mille modi per arrivare al piacere e all’orgasmo.

Comunicare il Piacere:

Ci sono infinite modalità in cui puoi provare piacere, ma non è detto che tutte facciano al caso tuo. E soprattutto non è detto che ciò che funziona per te funzioni anche per il tuo partner o la tua partner.: è importante sapere che situazioni e stimolazioni che per te sono eccitanti potrebbero non piacere o addirittura risultare fastidiose per altre persone.
Ognuno di noi ha potenzialmente tante sensazioni diverse e non devi aspettarti che tutte le persone reagiscano allo stesso modo alle stesse stimolazioni.

Purtroppo capire che cosa prova il tuo partner o la tua partner durante il sesso non è sempre facile. Perciò, anche se parlare apertamente di quelle che sono le nostre preferenze potrebbe metterci a disagio, ci sono alcune questioni che sarebbe bene mettere in chiaro prima di avere un rapporto:

  • Che intenzioni hai?
  • Vogliamo le stesse cose?
  • Che protezioni vogliamo usare?
  • C’è qualcosa che vorresti dirmi sulla tua salute o sul tuo corpo?
  • Ci sono parti del corpo o pratiche particolari che per te sono off limits?
  • Vorrei farti stare bene: dove e come vuoi che ti tocchi? 

Spesso alcune persone mi dicono che parlare di cosa ci può piacere, cosa vorremmo sperimentare o cosa vorremmo in quel momento può uccidere il romanticismo.
Si può parlare a letto come si può parlare anche in altri momenti non intimi.

Si può anche condividere articoli, video, guardare un capitolo particolare del mio corsetty per dare avvio a una conversazione e approfittarne per dire quello che piace di più e di meno, quello che si vorrebbe approfondire.

Se da soli non si riesce si può sempre usufruire di un percorso con unə psicosessuologə che vi aiuterà a comunicare