Indicazioni per ECM

Il corso è stato accreditato per 6 crediti ECM.
Le professioni sanitarie di destinazione, che quindi possono ricevere gli ECM:

  • Ostetrica/o
  • Medico: tutte le specializzazioni
  • Psicologia; Psicoterapia
  • Assistente sanitario
  • Educatore professionale
  • Fisioterapista
  • Infermiere
  • Infermiere pediatrico

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Bibliografia

  • Senza Tabù. Il mio corpo come funziona, il piacere come si fa. Violeta Benini
  • Atlas of Human Anatomy – Frank H. Netter
  • Obstetricia, ginecologia y salud de la mujer. Netter
  • Atlas of anatomy – Gray
  • Ginecologia e ostetricia. Pecorari, Pescetto, De Cecco e Ragni
  • Anatomic Study of the Clitoris and the Bulbo- Clitoral Organ – Vincent Di Marino e Hubert Lepidi
  • “The clitoral complex: A dynamic sonographic study” Foldes P. and Buisson O. nel 2009
  • Riabilitazione del Pavimento pelvico. Arianna Bortolami
  • The Overactive Pelvic Floor. Anna Padoa, Talli Y. Rosenbaum
  • Therapeutic Management of Incontinence and Pelvic Pain Pelvic Organ Disorders. J. Haslam, J. Laycock
  • FemaleGenito-PelvicPain/PenetrationDisorder: Review of the Related Factors and Overall Approach. Ana Dias-Amaral, André Marques-Pinto
  • “The Female Prostate Revisited: Perineal Ultrasound and Biochemical Studies of Female Ejaculate Author links open overlay panel” Florian Wimpissinger, Karl Stifter, Wolfgang Grin, WalterStackl
  • “Female Ejaculation Orgasm vs. Coital Incontinence: A Systematic Review Author links open overlay panel” Zlatko Pastor
  • G-Spot Anatomy and its Clinical Significance: A Systematic” Review Adam Ostrzenski
  • “Differences between male and female prostates in terms of physiology, sensitivity to chemicals and pathogenesis-A review in a rodent model” Bruno D.A. Sanches, Hernandes F Carvalho, Juliana S Maldarine, Manoel F Biancardi, Fernanda C A Santos, Patricia S L Vilamaior, Sebastião R Taboga
  • “Verification of the anatomy and newly discovered histology of the G-spot complex” A Ostrzenski, P Krajewski, P Ganjei-Azar, A J Wasiutynski, M N Scheinberg, S Tarka, M Fudalej
  • Manuale illustrato di terapia sessuale. H. Kaplan
  • Sexual desire, the brain and our interoceptive consciousness – Mark Mieras
  • Women’s orgasm – Cindy M Meston, Roy J Levin, Marca L Sipski, Elaine M Hull, Julia R Heiman
  • A dual physiological character for sexual function: libido and sexual pheromones – Ion G Motofei
  • Disorders of orgasm in women – Cindy M Meston, Elaine Hull, Roy J Levin, Marca Sipski
  • A general look at female orgasm and anorgasmia – Margaret Redelman
  • Differences in Orgasm Frequency Among Gay, Lesbian, Bisexual, and Heterosexual Men and Women in a U.S. National Sample – David A Frederick, H Kate St John, Justin R Garcia, Elisabeth A Lloyd 
  • Female Orgasm(s): One, Two, Several – Emmanuele A. Jannini, Alberto Rubio‐Casillas, Beverly Whipple, Odile Buisson, Barry R. Komisaruk, Stuart Brody
  • Multiple Orgasms in Men—What We Know So Far Erik Wibowo and Richard J. Wassersug
  • Inaccessible Masturbation, Impossible Mourning: Collective Melancholia, the Prohibition on Female Sexual Subjects in India, and Masturbation Fantasy as a Zone of the Strange – A Narayanan
  • Notes from the back room: gender, power, and (In)visibility in women’s experiences of masturbation – Breanne Fahs, Elena Frank
  • Treatment of Provoked Vulvodynia in a Swedish cohort using desensitization exercises and cognitive behavioral therapy – Suzanne Lindström, Linda J Kvist
  • Masturbation among women: associated factors and sexual response in a Portuguese community sample – Ana Carvalheira, Isabel Leal
  • The role of masturbation in healthy sexual development: perceptions of young adults – Christine E Kaestle, Katherine R Allen
  • “Sexual pleasure on equal terms”: young women’s ideal sexual situations – Eva Elmerstig, Barbro Wijma, Kerstin Sandell, Carina Berterö
  • Women’s Clitoris, Vagina, and Cervix Mapped on the Sensory Cortex: fMRI Evidence – Barry R. Komisaruk, Nan Wise, Eleni Frangos, Wen‐Ching Liu, Kachina Allen, Stuart Brody
  • Neural pathways mediating vaginal function: the vagus nerves and spinal cord oxytocin – Barry R Komisaruk, Giorgio Sansone
  • Novel topical formulation applied to the nipple-areola complex improves female orgasm – Michael Krychman, Andy Goren,Len Brandt, John McCoy
  • Topical Alpha-1 Adrenergic Receptor Agonist Applied to the Nipple/Areola Complex Improves Female Orgasmic Function – Andy Goren, John McCoy, Michael Krychman, Leonard Brandt, Amadej Lah, Neal Lonky 
  • ‘Complete’ spinal cord injury does not block perceptual responses to genital self-stimulation in women – B R Komisaruk, C A Gerdes, B Whipple
  • Female Orgasm(s): One, Two, Several – Emmanuele A. Jannini, Alberto Rubio‐Casillas, Beverly Whipple, Odile Buisson, Barry R. Komisaruk, Stuart Brody
  • The orgasmic history of oxytocin: Love, lust, and labor – Navneet Magon, Sanjay Kalra
  • Vaginal orgasm is more prevalent among women with a prominent tubercle of the upper lip – Stuart Brody, Rui Miguel Costa
  • Multiple Orgasms in Men—What We Know So Far Erik Wibowo and Richard J. Wassersug
  • A mixed-methods exploration of women’s experiences of anal intercourse: meanings related to pain and pleasure Aleksandar Stulhofer, Dea Ajduković
  • Why women engage in anal intercourse: results from a qualitative study – Grace L Reynolds, Dennis G Fisher, Bridget Rogala
  • REVIEWS: The Clitoral Complex: A Dynamic Sonographic Study – Pierre Foldes e Odile Buisson
  • Anatomic distribution of nerves and microvascular density in the human anterior vaginal wall: prospective study – Ting Li 1, Qinping Liao, Hong Zhang, Xuelian Gao, Xueying Li, Miao Zhang
  • Female ejaculation orgasm vs. coital incontinence: a systematic review – Zlatko Pastor
  • Vaginal health and hygiene practices and product use in Canada: a national cross-sectional survey – Sara E Crann, Shannon Cunningham, Arianne Albert, Deborah M Money, Kieran C O’Doherty 
  • Role of female intimate hygiene in vulvovaginal health: Global hygiene practices and product usage – Ying Chen, Elizabeth Bruning, Joseph Rubino, Scott E Eder

6.3 Usala o perdila

La nostra vagina è un essere dinamico che per restare viva ha bisogno di muoversi.

A riposo resta chiusa, come i fiori di notte, ma quando serve si apre e respira.

Se la vagina resta chiusa troppo a lungo perderà la memoria della sua elasticità e del suo riuscire ad adattarsi a nuovi ospiti, rischiando di avere difficoltà a provare piacere.

La vagina è un canale fibromuscolare abbracciato da buona parte dei muscoli del pavimento pelvico e sappiamo bene che anche questi ultimi hanno bisogno di “muoversi” per restare normotonici ed elastici.

Avete presente quando si sta troppo fermi riducendo al minimo le attività fisiche, ad esempio quando si cammina poco? Ora immaginiamo lo stesso principio per le strutture della vagina: considerando che tali strutture a riposo si “chiudono”, cosa succede se restano chiuse troppo a lungo? Ecco, la ripresa (una penetrazione con pene, sextoy, dita) potrebbe dunque infastidire o addiruttura causare dolore, perché la muscolatura non è più abituata.
In alcuni casi, in base al tipo di “letargo”, ci potrebbe essere dolore alla penetrazione, taglietti vari alla apertura vaginale, bruciore, poca lubrificazione.

Se il perineo prima del letargo non era già molto felice, la poca attività può incidere ancora di più.

I tessuti erettili della clitoride vanno tenuti in attività!
Per chi non lo sapesse arterie e capillari hanno una tonaca muscolare: se il corpo erettile non si riempie (dunque se i capillari non lavorano gonfiandosi ogni tanto con l’eccitazione) questo può incidere sulla buona erezione della clitoride!

Inoltre i muscoli citati prima abbracciano e sostengono la clitoride e se questi non gliela fanno, ecco che la clitoride ne risente.

Che siate single o no, usarla felicemente e spesso con penetrazioni (oggetti sicuri come sextoy, dita e peni), la mantiene in salute e felice. E questo vale anche per massaggi fuori dalla masturbazione!!

In merito a tutto ciò non dimenticate che anche se al momento la vostra vagina non prova piacere, è importantissimo darle una chance! 

Anche per le coppie di donne che non prendono in considerazione la penetrazione con dildi realistici per vari motivi:
non pensate a un sextoy penetrativo esclusivamente come ad un pene, ma pensate a un sextoy che possa rendere vulvagina e clitoride felici. Difatti, nonstante non siano semplicissimi da trovare, esistono sextoy per la penetrazione che non assomigliano ai peni. Invece, per quelle persone che non desiderano alcun tipo di penetrazione nei rapporti intimi è possibile considerare dei massaggi per mantenere elastica la vulvagina.

In ambito scientifico ci sono numerosi studi in merito alla masturbazione maschile, utilizzata a scopo terapeutico, per la cura di diverse patologie come l’eiaculazione precoce e l’impotenza. Molti altri studi, parimenti, dichiarano che frequenti eiaculazioni riducono l’incidenza del cancro alla prostata.

Quindi, nell’uomo, avere frequenti erezioni ed eiaculazioni:

  • riduce l’incidenza del cancro alla prostata;
  • migliora le stesse funzioni erettili;
  • aumenta la consapevolezza e il controllo (si possono prolungare, ad esempio i tempi dell’erezione);
  • lascia i tessuti ben ossigenati e “vivi”.

Di contro, sui medesimi siti di ricerca scientifici (Pub Med fra i primi) sono molto pochi gli studi sulla masturbazione femminile, nonostante questi potrebbero aiutare le donne a conoscere meglio se stesse e ad imparare a raggiungere gli orgasmi così da viverli meglio anche in coppia.

Più il clitoride si “allena” più sarà in grado di rispondere meglio alle successive eccitazioni e stimolazioni. La masturbazione delle clitoridi (come quelle dei peni):

  •   migliora l’irrorazione: quindi i tessuti erettili si erigeranno più facilmente;
  •   migliora la consapevolezza di sè e di cosa piace, così da poterlo comunicare anche allə partner;
  •   migliora l’eccitazione: una maggiore irrorazione di sangue terrà ben ossigenata e alimentata la vagina. Questo migliorerà la lubrificazione e favorirà il mantenimento di una sana flora vaginale (che ha il compito di proteggere la vagina dalle aggressioni esterne);
  •  effettuata con un sex toys dedicato alla penetrazione, attiverà maggiormente il pavimento
    pelvico
    , “obbligandolo” a contrarsi e rilassarsi. Questa è un’ottima ginnastica, soprattutto per le donne che hanno disfunzioni al perineo.

Inoltre gli orgasmi si possono imparare!

Nel tempo le vulvagine possono scoprire nuovi tipi di orgasmo! E questo è possibile proprio masturbandosi, che sia da sole o in compagnia, esplorando le zone erogene e i punti di maggior piacere, stimolandoli anche in maniere e in posizioni diverse!

Per entrambi i sessi, più orgasmi possono equivalere a “l’appetito vien mangiando!”

4.1 Le “donne” si masturbano?

Il tabù della masturbazione

Le “donne” si masturbano?

SI! 

Solo che sono ancora poche le quelle che ne parlano pubblicamente.

Certo che le donne si masturbano! Solo non lo dicono in giro. 

La percentuale delle persone che non si masturbano è comunque bassa, molto bassa. E, spesso, è perché hanno qualche disfunzione ormonale o hanno una qualche difficoltà emotiva.

Le donne non ne parlano perché possono venire giudicate. Se ne parli  puoi essere una facile, una ninfomane, una zoccola, una poco di buono, oppure peggio: non sei soddisfatta  del tuo partner e quindi ti masturbi. Come se fosse uno degli unici motivi per cui una persona possa masturbarsi.

O, ancora più cattivo: perchè puoi essere “isterica”. Quante volte si sente dire: “sei acida perché non trombi”?

Pensate se una donna andasse in giro dicendo: “Ma che bell’orgasmo da masturbazione ho avuto ieri”, allo stesso modo in un uomo dice: “Mi sono sparato una sega e ho dormito da Dio”. 

Quand’è che potrà arrivare il momento in cui una donna lo potrà dire ed essere applaudita invece che additata? 

Cercando nozioni, da fonti scientifiche e non, sul desiderio e sulla libido femminile possiamo trovare le seguenti affermazioni:

  • “Le donne pensano al sesso meno degli uomini”

Se noi ci chiedessimo (ad esempio): quante volte al giorno penso a un orgasmo?

Non possiamo prevederne il numero: magari le volte verrebbero fuori uguali o diverse a seconda se parlassimo di persone che hanno gradi diversi di intimità, desideri,  fantasie e non solo di “uomo/ donna”.

  • “È normale che le donne non provino desiderio se non sono in relazione”

Purtroppo questa affermazione la trovo spesso anche negli studi scientifici.

  • “Le donne sono più mentali” 

Quindi per avere l’eccitazione hanno bisogno di una sceneggiatura tipo fiim porno-romantico con trama?

  • “Alle donne servono i preliminari per eccitarsi”

Cosa significherebbe? Che l’uomo ha subito l’erezione e quindi deve stare con l’alza bandiera per mezz’ora perché alla donna serve molto tempo per arrivare al giusto punto di eccitazione fisica?

Masturbarsi è assolutamente fisiologico: aiuta a soddisfare un bisogno elementare. Non c’è nulla di osceno, porco o sporco. Le “donne” non dovrebbero essere giudicate per quanto piacere e quanti orgasmi scelgono di darsi.

Purtroppo siamo cresciuti in un mondo di tabù dove si pensa tutt’ora che masturbarsi non sia una cosa sana, ma che faccia male o che sia “sporca”.

Alcuni magari “accettano” la cosa se la persona che si masturba è single, ma la denigrano se la stessa persona ha una vita sessuale di coppia. Come se il partner debba soddisfare tutti i bisogni.

Chi si masturba, o si è masturbato, e ha rapporti sessuali con un partner sa bene che sono due piaceri completamente diversi ed entrambi necessari.

La prima cosa che devi sapere sulla masturbazione è che non fa male e lo dimostrano tantissimi studi scientifici. Essa, infatti: 

  • Aumenta la consapevolezza del proprio corpo e di cosa ci piace.
  • Migliora la salute dei genitali perché con l’eccitazione e gli orgasmi aumenta l’afflusso di sangue. 

Grazie alla masturbazione, i genitali si mantengono attivi e non “arrugginiscono”. Il nostro corpo è come una macchina, è fatto per essere usato: se lo lasciassimo fermo troppo a lungo potrebbe far fatica a ripartire e la stessa cosa vale per i muscoli dell’apparato genitale e per i tessuti erettili. 

  • Gli ormoni rilasciati con l’orgasmo portano benessere

A questo proposito alcune teorie sostengono che gli orgasmi notturni siano proprio una risposta del nostro corpo alla carenza di questi ormoni benefici. 

Quand’è che masturbarsi fa male? 

Quando diventa un disturbo, quando provoca disagio anche solo l’idea di farlo, o quando si trasforma in un’ossessione che compromette le attività quotidiane. Se una persona sente il bisogno di masturbarsi più volte in una giornata, ma questo non interferisce con le cose che deve fare, non è un problema né per lei né per chi le sta intorno. 

Importante è inoltre sapere che non tutte le persone sentono il bisogno di masturbarsi, provando appetito per quel famoso panino. La “fame” potrebbe arrivare più in là con gli anni, oppure non arrivare mai. Io ho notato, ad esempio, che spesso l’assenza di fame è collegata a squilibri ormonali. Ovviamente non è la regola, ma se non hai mai sentito il desiderio di masturbarti, prova ad ascoltare il tuo corpo e le tue emozioni per capire se c’è qualcosa che non va.

6.2 Pelo o non pelo? questo è il dilemma

Far crescere (e come farlo) o radere i peli pubici, cambia solitamente in base a due fattori principali: alle mode e culture, o in relazione a quello vogliamo (oppure che gli altri desiderano, chiedendocelo a volte esplicitamente).

Spesso, però, mi capita di sentire alcune persone che si radono anche se non lo farebbero/vorrebbero, o che usano parole del tipo “devo depilarmi perchè mi vedo con tizi*”. Di controparte, chiaramente, ci sono anche tante persone che si radono perchè si sentono più in ordine, pulite o qualsiasi altra motivazione sentano propria.

Ci sono, invece, culture come quella islamica dove la rasatura di ascelle e inguine è indicata come una buona regola per la Sunna (il codice di comportamento) o anche culture indiane dove è stato provato che questa veniva fatta già nel 3000/4000 A.C. o che tale pratica venisse consigliata per eliminare la pediculosi già intorno al XV secolo.

E’ negli anni ’80 che, con il dilagarsi dell’HIV e di altre malattie sessualmente trasmissibili,
si inizia a depilare l’inguine in maniera più massiccia (anche perchè c’era molta più libertà sessuale). La depilazione prende piede facilmente, in seguito, anche nel mondo del porno, e di conseguenza (come capita spesso) viene presa d’esempio dalla massa fino a diventare una moda. Come c’era da immaginarsi ci troviamo, in questo caso, davanti a una inversione: le persone pelose, da un preciso “movimento culturale” in poi, vengono viste male e non solo per i peli inguinali ma anche i peli sulle gambe (nel caso delle donne) e i peli sulla schiena/petto (nel caso degli uomini, derisi con la “maglietta della salute naturale”).

Il “documentario” sotto riportato, ci mostra come ancora negli anni ’70 andasse di moda il “pelo”

Ma a cosa servono i peli pubici

  • sono una chiara evidenza dell’azione degli ormoni nello sviluppo degli adolescenti.
  • creano un “tappetino” morbido che riduce l’attrito, evitando che si creino lesioni o abrasioni sui genitali.
  • anche se non sono fittissimi, sono una specie di “muretto” che riduce il rischio di contrarre infezioni non desiderate
  • si profumano con i ferormoni rilasciati dalle ghiandole apocrine: quindi la presenza del pelo equivale alla partecipazione di più ferormoni e di conseguenza porta ad essere “eroticamente” più attraenti.

Ma perchè le persone si depilano i genitali?

Non c’è una risposta unica. Come detto:
C’è la moda avviata negli anni ’80, portata avanti dai film porno, che ha deviato il giudizio popolare a trovare indecenti i peli superflui, tanto che esistono anche campagne a favore del pelo libero.
C’è la sensazione di sentirsi “più puliti” , soprattutto per le donne che – se non usano la coppetta mestruale- potranno ritrovarsi con dei “tarzanelli” non indifferenti.
Ci sono le richieste dei/delle partner che possono infastidirsi se in bocca gli resta un pelo.
C’è il pregiudizio che avvertiamo se facciamo qualcosa “contro corrente” e quindi tendiamo ad uniformarci, per non sentirci esclusi.

Quali sono, dunque, le possibili complicazioni quando vengono estirpati?

In base al modo in cui vengono tolti (rasoio, forbici, ceretta, epilazione permanente) ci possono essere piccole ferite sulla cute e infiammazione dei bulbi piliferi. Quindi la cute che perde integrità ha un rischio aumentato di infettarsi.
Inoltre se vengono usati i rasoi del partner (soprattutto impiagati per altre zone) c’è il rischio di infezione attraverso il rasoio stesso.
Dilagazione di peli incarniti che portano alla formazione di piccoli brufoli dolorosi, che possono a loro volta degenerare in qualcosa di più “grosso”.

Per trovare una soluzione alle irritazioni potete leggere i consigli che do per le vulvovaginiti da contatto (clicca qua).

Qua invece una serie di immagini sulle cute irritate dopo la tosatura (clicca).

Uno studio del dicembre 2016 (Correlation between pubic hair grooming and STIs: results from a nationally representative probability sample) ha messo in evidenzia come la depilazione dei peli pubici porti ad un aumento del rischio di prendersi una MST (malattia sessualmente trasmissibile).

Lo studio è stato effettuato seguendo 7580 persone (statunitensi) dove il 74% ha ammesso di radersi in un qualche modo i genitali (sia in parte che totalmente): di questi, a depilarsi, erano l’84% delle donne e il 66% degli uomini.

In base alla frequenza di rasatura aumenta il rischio di contrarre una MST!

Lo studio però non è molto chiaro sulle abitudini e sulla frequenza dei rapporti sessuali, come sulle protezioni (preservativo & oral dam) per ridurre il rischio di contrarre una infezione.

Cosa fare?

Intanto le persone dovrebbero sentirsi libere di portare il pelo come più desiderano, ma siamo ancora lontani da questo. Ricordo ancora la domanda di una tredicenne che tutta preoccupata mi chiedeva in che modo doveva radersi, doveva andare in piscina e la presenza del pelo le causava disagio. Ma non sapeva quale “stile” usare. Ormai siamo in una società che se vede due peli uscire dal costume urla allo scandalo!
Scommetto che se ci fossero meno pregiudizi, al mondo ci sarebbero più persone pelose!

In qualche articolo a riguardo ho letto che il depilarsi è la maniera in cui le donne si prendono cura di se stesse: questo viene trasmesso, quindi, come se fosse la cosa “giusta da fare”, instillando quindi il principio che dobbiamo raderci.

La presenza del pelo, sia chiaro, non è la protezione assoluta contro le malattie sessualmente trasmissibili: si devono comunque usare le precauzioni ed una corretta igiene, avere una corretta igiene personale, lavarsi spesso e con poco sapone e meglio se quello adeguato al proprio sesso. I cattivi odori vengono quando non ci laviamo: se ci laveremo non puzzeremo, anche se abbiamo una foresta amazzonica in mezzo alle gambe!

Importantissimo, ovviamente usare sempre le protezioni quando si hanno rapporti con partner occasionali e in relazioni appena nate, o se non c’è tutta quella fiducia che il partner sia fedele.

6.1 Igiene intima

L’igiene intima è molto importante, ma non bisogna esagerare: molte persone infatti si lavano troppo oppure
usano i detergenti sbagliati. Due bidet al giorno sono più che sufficienti, ma ti assicuro che se ne farai soltanto uno non ti accadrà nulla di grave, né a te, né al tuo pene o alla tua vagina.
Lavarsi troppo spesso con il detergente, piuttosto, può alterare la flora batterica della vulva e del pene. Ma anche sciacquarsi solo con acqua, ad esempio tutte le volte che si urina, può provocare irritazioni.
Il pH dei genitali è diverso dal pH nel resto del corpo.; quello della vulva è compreso tra 4 e 5, mentre quello del pene si aggira intorno a 7. Per questo maschi e femmine non dovrebbero usare lo stesso detergente intimo ed, inoltre, bisognerebbe evitare di usare il sapone di Marsiglia o il bagnoschiuma al posto del detergente intimo.

Per la vulva è consigliato un detergente intimo con pH acido tra il 3,5 e il 5, mentre per il pene è sufficiente un prodotto a pH “neutro”, intorno al 7.

Come lavarsi?

Per evitare di contaminare i genitali con agenti patogeni presenti nelle feci, bisogna sempre lavarsi (e sciacquarsi) con movimenti che vanno dai genitali (pene o vulva) verso l’ano e mai viceversa.

La vulva non ha bisogno di grandi attenzioni e, a meno che non sia presente dello smegma tra le labbra esterne e quelle interne, non serve strofinarla molto.

Vagina e retto non devono essere lavati perché sono autopulenti. La vagina si deterge da sola con le secrezioni vaginali, mentre il retto si pulisce ogni volta che elimina le feci. Se per caso senti il bisogno di fare una pulizia più profonda prima di un rapporto intimo, non usare comunque detergenti perché le mucose interne sono molto sensibili.

Quando i genitali sono sani non producono odori sgradevoli: se per caso dovessi avvertirli, rivolgiti a unə professionistə per appurare che non ci siano infezioni o uno squilibrio della flora batterica.

Alcune persone preferiscono lavarsi i genitali prima di ogni rapporto intimo. È una scelta personale, che può dipendere anche dai gusti del partner o della partner. C’è chi preferisce l’odore “naturale” dei genitali, chi apprezza il profumo lasciato dal detergente e chi non disdegna l’odore più intenso, tipico di chi non si lava da qualche giorno.
Lo stesso discorso vale per le pratiche igieniche da eseguire dopo ogni rapporto: se ti senti a tuo agio e non avverti il bisogno di lavarti subito, non è un problema: puoi farlo prima di andare a dormire o al mattino successivo. Non sarà un bidet in più a ridurre il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, ma solo i preservativi!
Se invece senti il bisogno di lavarti, usa le stesse accortezze di sempre, mentre se sei fuori casa puoi usare delle salviette intime o un fazzolettino bagnato.

5.2 Ascolto della vagina e del pavimento pelvico

Esplora la vagina e ascolta le sensazioni che la paziente ti riferisce:

  • il dito entra con facilità o prova un qualche fastidio? E se si, quale?
  • quanta accoglienza ha il tuo dito? è stretta? senti come delle “corde tese”?
  • se inserisci due dita, invece, quanta accoglienza c’è? riesci ad aprire le dita facilmente una volta dentro? quanto ti sembra elastica? L’entrata vaginale dovrebbe essere elastica e permettere l’apertura di 2 dita senza che la paziente senta dolore, bruciore o altri fastidi.
  • esplora più in fondo alla vagina: riesci a sentire la cervice? dovrebbe avere una forma a cilindro con la sua mucosa molto più lisca rispetto al resto della vagina. Se questa guarda verso il basso (solitamente con un utero antiverso) è probabile che tu non riesca a sentirla tutta, così come se la vagina è più profonda delle tue dita. Se sei riuscita a sentire la cervice, ti sembra centrale o spostata? Guarda a destra o a sinistra? La cervice dovrebbe avere una forma a cilindro, come il burro di cacao per le labbra, essere ben centrale e allineata. Se invece ha una forma a “rossetto” significa che scende troppo quando la paziente è in piedi, venendo schiacciata dai muscoli, così come se decentrata o obliqua indica che l’utero non è centrale. Non dovrebbe, inoltre, far male spostarla con le dita o un sextoy.
  • come ti sembra lo spazio in fondo alla vagina? è più largo rispetto all’entrata? quanto ti sembra più largo? ci sono tensioni se lo stiri? Dovrebbe essere morbido ma non troppo quindi con una certa tonicità. Se è troppo cedevole o “morbidoso” potrebbe indicare un prolasso, mentre se è troppo teso e dolente potrebbe indicare che ci sono delle aderenze.

Come funziona il perineo?

  • Riesce a respirare “di pancia”? Riesce a respirare con diaframma respiratorio? Con la respirazione diaframmatica “vera” (che non è affato come quella di pancia) si dovrebbero allargare le ultime costole e la pancia rientrare leggermente.
    Con la respirazione diaframmatica si dovrebbe muovere anche il perineo ad ogni respiro (che più raramente può muoversi anche con respirazione di pancia).
    Mettiti seduta con schiena appoggiata su un supporto (tipo letto) e con le gambe aperte. Piazza uno specchio in mezzo alle gambe che non abbia bisogno delle tue mani per stare in piedi. Puoi anche appoggiarlo e tenerlo con i piedi.
    Respira come fai di solito e osservati con lo specchio. Si muove il perineo? E se respiri più profondamente si muove?
  • Riflesso del guardiano. Rispolvera il capitolo 3.8 (QUA) e cerca di osservare la tua vulva allo specchio. Se ridi o fai un colpo di tosse cosa succede? Gli addominali si attivano tutti, solo in parte o per nulla? Vedi il tuo perineo attivarsi tutto, in parte o venir spinto fuori? La pancia si dovrebbe attivare tutta e il perineo si dovrebbe attivare tutto. Se non riesci a vedere con lo specchio puoi sempre metterti in posizione seduta con un asciugamanino arrotolato e appoggiato sulla vulva e provare a respirare o tossire, per percepire così il movimento del tuo perineo.
  • Dovremmo liberare 5-8 minzioni quotidiane per circa 1,5-2,5 lt di acqua (ogni minzione circa 300 ml). Ne fai di più rispetto a quanto bevi? hai la sensazione di fare minzioni frequenti e piccoline?
    Hai spesso la sensazione di dover urinare o devi fare una pipì “preventiva”? Hai perdite di pipì anche solo in occasioni sporadiche? hai la sensazione di non arrivare in bagno in tempo? Hai la sensazione di non svuotarti del tutto o dover fare di nuovo pipì dopo 5 minuti? Devi spingere per farla all’inizio, alla fine o sempre?
    Noi dovremmo urinare in base a quanto beviamo (1 pipì 300 ml circa, 1,5lt di liquidi = 5 minzioni), nè spingere, nè sentire il bisogno di svuotarci ogni volta che lasciamo un edificio e non avere timore di non arrivare in tempo al bagno!
  • Defecazione. Fai la cacca tutti i giorni? Fai meno cacche alla settimana? le cacche sono troppo dure o troppo morbide? devi spingere? hai le emorroidi (anche se non sono infiammate, se hai “pallini” che fuoriescono dall’ano sono emorroidi)? Senti di svuotarti completamente oppure no? Devi spingere all’inizio, alla fine o per tutta la defecazione? ci metti tanto o poco? Provi dolore?
    Anche se diversi studi riferiscono che le feci possano avere una frequenza inferiore a 7 volte alla settimana (quindi di 1 volta al giorno), per il perineo è più salutare defecare quotidianamente per evitare che le feci induriscano troppo e si debba, di conseguenza, spingere per espellerle. Fisiologico anche defecare più volte al giorno sempre che le feci siano formate e morbide.
    Non dovremmo mai spingere e il tempo di evacuazione delle feci, inoltre, dovrebbe essere meno di 3 minuti. Non dovremmo avere emorroidi o tagli, nè perdere feci o gas o avere altre sensazioni fastidiose.
  • Sessualità. Dovremmo poter provare orgasmi con tutti i tipi di stimolazioni e posizioni. Non dovremmo MAI avere dolore, nemmeno in profondità. Il dolore in profondità se presente si può risolvere con un percorso di riabilitazione pelvica, mentre quello all’inizio della penetrazione solitamente è dovuto a una infezione vaginale, sempre risolvibile.

5.1 Osservazione della vulva

Nei capitoli precedenti ho pubblicato molte foto di vulve, delle quali hai potuto notare:

  • colore e aspetto delle mucose
  • imene
  • labbra esterne e interne

Ora riguardale con una nuova attenzione ai particolari e osserva la tua vulva.

Quale caratteristiche deve avere una vulva per essere definita fisiologica:

  • Labbra esterne. Osservane il tono: sono gonfie? Hanno rughe? Se le tocchi resta una “fossetta” per qualche secondo? Le labbra esterne dovrebbero essere polpose e distese.
  • Centro tendineo. Quel tratto tra ano e vagina: è bombato? è rientrante? è disteso? Se lo tocchi è un po’ rigido? affondi come nel burro? o affondi come in una pancia di cucciolo?
    Il centro tendineo dovrebbe essere disteso e al tatto essere morbido, ma offrire anche una lieve resistenza come appunto una pancia di cucciolo.
  • labbra interne: sono gonfie e arzille come una foglia di basilico ben nutrita? o sono sgonfie e spolpate come le stessa foglia di basilico ma che non riceve acqua da una settimana? Sono aperte o si mantengono chiuse? Sappi che è fisiologico che il bordo e l’esterno siano più scuri. Inoltre le labbra dovrebbero essere pimpanti, gonfie e diritte.
  • vestibolo, ovvero la parte di mucosa che si trova all’interno delle labbra interne. Che colore ha? dovrebbe essere di un rosa lucido e vivo con la superficie corrugata e bagnato come dalla saliva. Notare, invece, una mucosa liscia, rosa pallida, bianchiccia, rosa scuro o tendente al rosso, secca, con aspetto liso o dove si inizia a intravedere “come se fosse più pelle che mucosa”, sono tutti segni che il vestibolo potrebbe non stare bene.
  • imene: discosta le labbra interne con le mani e osservalo. Che forma ha il tuo? chiude bene l’entrata vaginale, oppure resta leggermente o tutto aperto? Da osservare anche le pieghe tra imene e vestibolo che colore hanno e che sensazione danno. Qualsiasi zona della vulva provochi bruciore, maggiore sensibilità in negativo, dolore, indica che potrebbe esserci una infiammazione o infezione.
  • sono presenti cicatrici? se ci sono non dovrebbero quasi notarsi o “tirare” ma essere molto mobili. Se invece si nota una rientranza, che devia o modifica l’entrata vaginale, allora si potrebbero avere delle aderenze, anche interne.
  • glande della clitoride: dovrebbe avere un aspetto pimpante e gonfio, roseo e non dovrebbe essere sensibile o dolente al tocco. A volte possono infastidire i frenuli, ovvero quei lembi di tessuto delle labbra interne quando nascono alla base del glande.



*secrezione grigio/biancastra composta da residui di cellule morte e sebo che di deposita sotto corona del glande e prepuzio nel pene o tra le labbra interne ed esterne, mucose e vestibolo nelle vulve.