introduzione
1. Cos'è lo Squirting?
2. Anatomia: la Zona CUV, ex punto G
3. Come trovare e stimolare la Zona CUV
4. Come stimolare con penetrazione
5. Sextoy per il punto G
Bibliografia

1.1 Lo squirting e l’eiaculazione femminile

Una delle domande ricorrenti quando si parla di GPS della vulvagina è: “Ma il punto G esiste?”:
Il “punto G” come descritto da Grafenberg non esiste, esiste però la cosiddetta ZONA CUV: C sta per clitoride, U per uretrale e V per vaginale.  Come dire, quindi, che non è un punto ma una zona composta da più strutture.

La clitoride può formare il punto G ma non è obbligatorio. Ci sono alcuni punti G molto profondi estranei al corpo clitorideo, cioè la parte del clitoride che cavalca l’uretra. 
La parte uretrale comprende: il plesso venoso dell’uretra, le ghiandole di Skene, l’uretra e lo sfintere uretrale.

Della vagina non si è capito bene quale parte sia coinvolta. Se la “plafoniera”, cioè quella piccola protuberanza che si trova sul soffitto della vagina e che, se stimolata, si può inturgidire e a volte porta anche piacere o una parte più profonda dove sono coinvolte diramazioni del nervo vago.

Quello che è certo è che non esiste una coordinata precisa e in alcune donne può trovarsi più in profondità e in altre in prossimità.


Altra domanda diffusa è: “Ce l’hanno tutte?”.
Secondo me, tutte abbiamo le strutture anatomiche ma solo le donne che spengono il cervello, attivano l’ascolto di sé e non hanno disfunzioni del perineo, riescono a individuare dove si trova e a lasciarsi andare ad un orgasmo diverso o alla eiaculazione femminile o squirting.

Per trovare questa zona si deve quindi esplorare e le sensazioni che si possono provare sono sorprendenti come lo stimolo a urinare o un piacere tanto intenso che può essere tanto fastidioso quanto piacevole

Non è essenziale trovarlo, ma divertirsi a cercarlo sì!

Cito testualmente da “The clitoral complex: A dynamic sonographic study”:

“Come è ben noto durante l’atto sessuale si manifestano le contrazioni perineali, chiedendo alla signora di contrarre volontariamente il pavimento pelvico, era facile vedere il corpo cavernoso del clitoride muoversi verso il basso contro il marcatore di metallo posizionato nel punto che designava il Punto G. Quindi, in determinate condizioni (contrazione vaginale e perineale), l’ecografia ha mostrato che esiste una superficie di contatto tra il clitoride interno e la vagina (manca qualcosa=) che viene descritta come il punto G. Facendo un passo indietro, riprendendo in mano le tavole anatomiche, ci sono infatti le fibre muscolari che fissano i piccoli muscoli che circondano la clitoride ai muscoli del pavimento pelvico: se si contrae il perineo, il clitoride lo segue. Più la contrazione dei muscoli del perineo è maggiore, più il clitoride interno scende sulla zona chiamata il punto G”.



Che cos’è lo squirting?

Per squirting/eiaculazione femminile si intende la fuoriuscita del liquido dall’uretra e dalle ghiandole parauretrali o di Skene, associato ad un precedente rigonfiamento della zona clitoro-uretro-vaginale, di un aumento della sensazione di calore e del bisogno di “liberarsi” lasciando andare e non contraendo come avviene per un orgasmo.

Spesso la sensazione che si avverte durante la stimolazione è quella di dover andare a svuotare la vescica anche se appena svuotata, una sensazione intensa come se la zona si stesse gonfiando e riempiendo, un qualcosa di diverso rispetto a quello che si sente con la stimolazione di una delle parti della clitoride.


Alcuni studi, anche se su un numero davvero basso di donne – uno lo fa su 7 e altri solo su 1 donna – hanno messo in evidenza che ci sono due tipi di liquidi e in base a questo hanno dato un nome diverso al fenomeno:

  • eiaculazione femminile: quando il liquido che fuoriesce è di minor quantità e contiene il PSA (antigene antiprostatico) prodotto dalla ghiandola di Skene, la prostata femminile
  • gushing o squirting quando il liquido è di maggiori quantità ed è costituito da una urina molto diluita (gush: zampillo – squirt: spruzzo, schizzo)



Origine del liquido

  • solamente dalle ghiandole di Skene (o parauretrali) e dalle ghiandole uretrali, ma non ne contengono molto e talvolta si può avere la sensazione di aver emesso qualcosa ma le poche gocce non sono così evidenti, sensazione accompagnata da quel calore che si propaga e dall’aver lasciato andare con successiva sensazione di benessere
  • dalla vescica che si riempie con la stimolazione e quindi è praticamente acqua, ma talvolta può contenere tracce di “vera urina”
  • mix tra liquido delle ghiandole e finta urina

Che sia vera “eiaculazione femminile” o squirting /gushing, che il liquido provenga dalle ghiandole o dalla vescica, una donna non ha bisogno di conferme o analisi.
Sa quello che sente durante la stimolazione della zona clitoro-uretro-vaginale e durante il “fenomeno” come lo chiamano in alcuni studi.

E quello che sente non cambia in base alla chimica del liquido che esce.
C’è chi dice che lo squirting sia solo incontinenza coitale, ovvero perdita di urina durante il coito.
Per fortuna uno studio ha smentito questa teoria.